Ivanisevic ammette: "Non è sempre facile allenare Novak Djokovic"



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Ivanisevic ammette: "Non è sempre facile allenare Novak Djokovic"

Il 2022 è stato un turbinio di emozioni per Novak Djokovic. L’ex numero 1 del mondo ha pagato a caro prezzo la sua scelta di non vaccinarsi contro il Coronavirus, non avendo potuto difendere il titolo agli Australian Open ad inizio anno.

La telenovela australiana gli ha causato anche un grave danno d’immagine, con inevitabili ripercussioni nei mesi successivi. Per la stessa ragione, il fenomeno serbo ha dovuto rinunciare anche ai Masters 1000 di Indian Wells e Miami in primavera.

Il 35enne di Belgrado sperava di riscattarsi al Roland Garros, ma la sua corsa si è interrotta già nei quarti contro il suo eterno rivale Rafael Nadal. Nole si è presentato a Wimbledon con tantissima pressione sulle spalle, visto che la sua stagione rischiava di assumere i contorni del fallimento.

Il ‘Djoker’ non ha disputato un torneo impeccabile, ma si è rivelato il migliore nei frangenti decisivi e ha portato a casa il suo settimo titolo ai Championships. Il belgradese ha accorciato il gap che lo separa da Nadal nella classifica all-time degli Slam, in attesa di sapere se potrà volare o meno negli Stati Uniti.

Nel corso di un’intervista a ‘La Repubblica’, Goran Ivanisevic ha parlato a lungo del suo rapporto con Djokovic.

Djokovic spera di giocare negli USA

“Non è sempre facile essere l’allenatore di Novak Djokovic.

Stiamo parlando di un grandissimo campione, che pretende il massimo sia da stesso che da chi gli sta intorno” – ha spiegato Ivanisevic. “Ad esempio, in allenamento può impazzire completamente a causa di un colpo sbagliato.

È in grado di cambiare umore in qualsiasi momento. Ci è voluto un po’ di tempo per trovare il giusto equilibrio. All’inizio ero molto timido e non sapevo come gestire le varie situazioni. Con il passare del tempo, ho capito che a volte è meglio non dire nulla e farlo sfogare.

Il nostro rapporto è solido per via del fatto che parliamo la stessa lingua e abbiamo la stessa cultura slava. È un onore e un piacere essere il suo coach” – ha chiosato Goran.