Takur: "Ecco il vero motivo per cui Novak Djokovic è stato cacciato dall'Australia"



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Takur: "Ecco il vero motivo per cui Novak Djokovic è stato cacciato dall'Australia"

Novak Djokovic ha vissuto momenti difficili in questi primi sei mesi del 2022. L’ex numero 1 del mondo sapeva che avrebbe pagato la sua scelta di non vaccinarsi contro il Coronavirus, ma non pensava che sarebbe stato espulso dall’Australia dopo una telenovela di quasi due settimane.

Il fuoriclasse serbo non ha potuto difendere il titolo agli Australian Open, oltre ad aver subito un grave danno d’immagine. Per la stessa ragione, ha dovuto rinunciare anche ai Masters 1000 di Indian Wells e Miami in primavera.

Dopo la delusione patita al Roland Garros, il 35enne di Belgrado si è riscattato a Wimbledon. Nole ha trionfato sui prati londinesi per la settima volta nella sua carriera, eguagliando il suo idolo Pete Sampras. Il ‘Djoker’ si sta riposando in questi giorni, in attesa di sapere se potrà recarsi o meno negli Stati Uniti per disputare gli US Open.

Il 21 volte campione Slam ha già dichiarato che non giocherà tornei minori per andare a caccia di punti. In una recente intervista, Ramesh Takur è tornato sulla clamorosa espulsione di Djokovic dall’Australia ad inizio anno.

Djokovic ha sofferto molto quest'anno

“Novak Djokovic non è stato cacciato dall’Australia perché poteva infettare altre persone, ma perché avrebbe testimoniato il fallimento di questi vaccini” – ha sentenziato Takur.

“Il governo era terrorizzato dal fatto che Djokovic, due volte contagiato ma non vaccinato, potesse giocare gli Australian Open e vincere il suo 21° Slam proprio a Melbourne. La gente avrebbe perso la fiducia nei vaccini anti-Covid e l’escalation del terrore si sarebbe bruscamente arrestata” – ha aggiunto.

Nel corso di un’intervista rilasciata a Kamau Murray, Leif Shiras ha analizzato le prospettive di Nole: “Visto il suo attuale stato di forma, mi sento di dire che Djokovic potrebbe arrivare a 26-27 Slam. Nonostante abbia 35 anni, riesce ancora a fare la differenza nei momenti importanti delle partite.

Anche se parte male e si ritrova in svantaggio di uno o due set, non si fa mai prendere dal panico. Sa di poter innestare un’altra marcia sul piano fisico e mentale”.