Novak Djokovic giocherà agli Australian Open? L'indizio che fa sperare il serbo



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Novak Djokovic giocherà agli Australian Open? L'indizio che fa sperare il serbo

Renata Voracova, una tennista ceca particolarmente ricordata dal mondo per essere stata vittima di un episodio molto particolare a inizio anno proprio in Australia. La ragazza aveva ottenuto un'esenzione medica per poter partecipare al primo Slam della stagione 2022, così come Novak Djokovic, salvo poi essere fermata e obbligata a lasciare il Paese, con conseguente cancellazione del visto.

Sono emersi ora nuovi aggiornamenti per lei, in vista del prossimo anno: "Non c'erano prove che non avesse rispettato le sue condizioni per il visto. Aveva seguito tutte le regole pertinenti e c'erano prove che si fosse basata sulle dichiarazioni di Tennis Australia e del Dipartimento della salute del Victoria.

Ha risposto in modo veritiero alla dichiarazione di viaggio e aveva prove mediche convincenti a sostegno della sua esenzione, essendo fornite dal suo medico di base sulla sua vulnerabilità alla trombosi.Aaveva una base medica per ritardare la vaccinazione" sono le parole di Jan Redfern, vicepresidente del Tribunale e capo della divisione migrazione e rifugiati.

Per questi motivi elencati la ceca si è vista ristabilire il visto e potrà tranquillamente accedere prossimamente in Australia. La vicenda, spiegata in modo dettagliato dal quotidiano The Age, ha riportato immediatamente alla ribalta il caso relativo al campione serbo.

In virtù di questo procedimento, i tifosi del nativo di Belgrado hanno ricominciato a pensare concretamente che il loro beniamino abbia diverse chances di tornare già nel 2023 a disputare gli Australian Open.

L'attuale situazione

Jan Redfern ha comunque sottolineato, quasi a spegnere immediatamente gli entusiasmi e le possibili ipotesi: "La signora Voracova non è contraria alla vaccinazione, a differenza di Nole in cui il ministro ha scoperto che c'erano prove per cui aveva mostrato un disprezzo per i protocolli di autoisolamento.

Non ci sono prove del genere in tal senso in questo caso e pertanto sono da considerare diversi l'uno dall'altro" ha aggiunto. L'ex numero uno al mondo, secondo le norme attuali, avrebbe una squalifica lunga tre anni.

La vicenda sarà presto trattata e non è escluso lo scenario di permettere a Djokovic di disputare il prestigioso appuntamento australiano.