Mouratoglou: "C'è una dote che accomuna Novak Djokovic e Rafael Nadal"



by SIMONE BRUGNOLI

Mouratoglou: "C'è una dote che accomuna Novak Djokovic e Rafael Nadal"

Novak Djokovic ha risollevato la sua stagione trionfando a Wimbledon per la settima volta in carriera, la quarta consecutiva. L’ex numero 1 del mondo si è dimostrato impeccabile nei frangenti decisivi del torneo, avendo vinto in rimonta le ultime tre partite disputate a Londra.

Il fuoriclasse serbo era in svantaggio di due set contro Jannik Sinner nei quarti, ma ciò non gli ha impedito di centrare la semifinale dominando in lungo e in largo gli ultimi tre parziali. Sollevando il suo settimo trofeo a Church Road ed eguagliando il suo idolo Pete Sampras, il 35enne di Belgrado si è issato a quota 21 Slam.

Nole dista ora una sola lunghezza dal suo eterno rivale Rafael Nadal, in attesa di capire se potrà entrare o meno negli Stati Uniti per disputare gli US Open. Il ‘Djoker’ ha già dichiarato che non giocherà tornei minori per andare a caccia di punti.

In un video pubblicato su YouTube, Patrick Mouratoglou ha individuato la dote che distingue Djokovic e Nadal dal resto dei giocatori.

Djokovic ha risollevato la sua stagione

“Nella finale maschile di Wimbledon abbiamo assistito a due partite in una.

Sono convinto che l’esperienza abbia giocato un ruolo importante in favore di Novak Djokovic, che non si è mai fatto prendere dal panico” – ha analizzato Mouratoglou. “Il serbo ha iniziato a rispondere con maggiore frequenza a partire dal secondo set e Nick Kyrgios ha avvertito la pressione.

Nole Djokovic e Rafael Nadal si rifiutano letteralmente di perdere, nessuno è paragonabile a loro due sotto questo aspetto. Hanno una capacità straordinaria di trovare nuove soluzioni per capovolgere le partite.

Nonostante un brutto primo set, Djokovic sapeva perfettamente cosa doveva fare per vincere quella finale” – ha concluso Patrick. Difficilmente Novak potrà partecipare ai Masters 1000 americani e allo US Open.

Il direttore del Masters 1000 di Montreal Eugène Lapierre ci ha tenuto a fare chiarezza: “La situazione è chiara: o il Canada cambia le sue regole o Djokovic deve fare il vaccino. Allo stato attuale delle cose, non ritengo probabile nessuno dei due scenari”.

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