Ulises Badio spiega alcuni aneddoti nel lavorare con Novak Djokovic

Il fisioterapista svela dei dettagli sul proprio lavoro con l'ex numero uno al mondo

by Luca Ferrante
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Ulises Badio spiega alcuni aneddoti nel lavorare con Novak Djokovic

Il rapporto fra un giocatore di tennis e un membro dello staff è sempre speciale e tutto da scoprire. In un'intervista rilasciata a Sportal, il fisioterapista Ulises Badio ha ripercorso la propria storia che lo ha fatto approdare nel circuito Atp e parlato dell'amicizia e di cosa significa essere parte del team di Novak Djokovic, nel quale entrò a partire dal 2017.

Parole davvero interessanti e non sono mancati alcuni dettagli e aneddoti su cosa significa lavorare col campione 35enne.

Le sue parole

"Ho iniziato a lavorare per l'Atp tra il 2011 e il 2012, quindi ci vedevamo di tanto in tanto.

Come fisioterapista ho sempre avuto vari obiettivi fin da bambino e il mio sogno era sempre quello di iniziare a lavorare con il numero uno. Sono passati diversi anni e, finalmente, nel 2017 Novak mi ha chiesto se avessi voluto entrare nella sua squadra per iniziare a curarlo.

Mi ha invitato ad andare al Roland Garros con lui e da allora sempre insieme" ha dichiarato. Nonostante la grande amicizia con lui, Badio mette sempre al primo posto il rapporto professionale con Nole: "La responsabilità che c'è su un tennista come Djokovic è del 200%.

Quando tratti un atleta così, a un livello così alto, puoi sempre essere vicino a ferirlo. Per me è stato molto importante avere una grande esperienza nel mio campo di lavoro e, in questo caso, essere un po' più aperto a una filosofia più alternativa.

Lavoriamo con lui 24 ore su 24. Non basta passare quattro ore con lui, durante il suo allenamento, e vederlo prima della partita: lo seguo in ogni momento, anche quando è seduto per vedere come sta, o quanta acqua ha bevuto, o se ha parlato con lui qualcuno al telefono da molto tempo: ogni piccolo dettaglio può influenzarlo durante il match" ha aggiunto.

Poi ha concluso: "Quando sono entrato nel team sapevo come lavorare e quale fosse il mio lavoro professionale, ma non quale fosse il mio ruolo all'interno delòa squadra. Tuttavia, Novak e io abbiamo creato uno stretto legame e abbiamo cominciato a conoscerci, creando questo importante legame".

Novak Djokovic
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