Novak Djokovic critica gli orari di gioco a Wimbledon



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Novak Djokovic critica gli orari di gioco a Wimbledon

Il livello di Novak Djokovic a Wimbledon sta crescendo con il passare dei turni. La testa di serie numero 1 ha offerto una serie di prestazioni molto convincenti dopo aver faticato più del previsto all’esordio contro Kwon.

Il fenomeno serbo vuole a tutti i costi sollevare il suo settimo trofeo a Church Road, in modo da ridurre il gap che lo separa da Rafael Nadal nella classifica all-time degli Slam. Il 35enne di Belgrado non ha brillato nei primi sei mesi del 2022, pagando a carissimo prezzo la sua scelta di non vaccinarsi contro il Coronavirus.

Allo stato attuale delle cose, l’ex numero 1 ATP non potrebbe disputare gli US Open a fine agosto, e anche la sua partecipazione agli Australian Open 2023 è in dubbio. Negli ottavi di Wimbledon, Nole si è sbarazzato in quattro set della rivelazione olandese Van Rijthoven.

Il 20 volte campione Slam ha evitato per un soffio il famoso coprifuoco (fissato alle 23), che lo avrebbe costretto a tornare in campo il giorno successivo. In conferenza stampa, Djokovic ha esternato alcune perplessità sulla programmazione dei match.

Djokovic è perplesso

“Sappiamo che Wimbledon è molto legato alle sue tradizioni, motivo per cui gli orari di gioco sono gli stessi da tantissimi anni” – ha esordito Djokovic. “Di recente, sono stati proposti una serie di cambiamenti.

Ad essere sincero, non capisco perché non si possa iniziare a giocare un po’ prima. Adesso ci sono le interviste in campo, che non esistevano in passato. Inoltre, se vieni programmato come ultimo match, sai già che probabilmente dovrai giocare sotto il tetto, il che modifica le condizioni, lo stile di gioco e il modo in cui ci si muove” – ha illustrato Nole.

Il serbo ha parlato anche di Sinner: “Jannik ha molto talento ed è già un top-player. Non sembra neppure soffrire la pressione nei grandi palcoscenici, cosa che può capitare ai più giovani.

Pensa di poter battere chiunque, ed è importante. Vedo in lui un po’ del mio gioco. Ci siamo allenati insieme qualche volta, so cosa aspettarmi”.