Novak Djokovic, domanda provocatoria in conferenza stampa: la sua risposta



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Novak Djokovic, domanda provocatoria in conferenza stampa: la sua risposta

Novak Djokovic ha decisamente alzato il livello dopo la brutta prestazione che ha caratterizzato il suo esordio sui prati dell’All England Club. Il campione serbo ha disputato un’ottima partita e ha sconfitto con il punteggio di 6-1, 6-4, 6-2 Thanasi Kokkinakis.

Il belgradese ha concesso una sola palla break - nell’ultimo game dell’incontro - e ha sempre impensierito il suo rivale in risposta trovando grande profondità sia con il dritto che con il rovescio. Djokovic affronterà al terzo turno il connazionale Miomir Kecmanovic, che ha estromesso dal torneo Alejandro Tabilo.

Djokovic: "Non provo nessun rancore nei confronti degli australiani"

“La qualità di tennis espressa da me quest’oggi è stata davvero alta. Molto meglio del livello espresso nel corso del match di primo turno.

Sapevo che avrei dovuto iniziare bene la partita oggi, perché lui è un avversario pericoloso. Ha un grande servizio e un grande dritto. Non volevo dargli troppo tempo. Ho risposto bene. La mia prestazione è stata davvero soddisfacente.

Ho aumentato l’intensità perché giocavo contro un australiano? La mia intensità è sempre la stessa in ogni partita. Ho provato a seguire la mia tattica e a fare quello che dovevo fare per vincere.

Non avevo nessuna motivazione extra o un desiderio maggiore di vittoria perché sfidavo un tennista australiano. Thanasi è un bravo ragazzo e abbiamo un ottimo rapporto. In campo, ovviamente, vogliamo sempre vincere.

C’è stato molto rispetto oggi e questa è la cosa più importante. Non provo nessun rancore nei confronti degli australiani” . Djokovic si è anche soffermato sul lavoro che svolge durante il cambio campo.

"Per ogni giocatore è diverso. Cerco di usare quel tempo per idratarmi, asciugarmi il sudore e respirare. Queste sono tecniche che mi hanno aiutato nel corso della mia carriera. A volte non hai nemmeno un minuto. Con le nuove regole abbiamo meno tempo, non mi piace, onestamente, sento troppa pressione.

Capisco che alcuni giocatori in passato, me compreso, abbiano fatto rimbalzare troppo la palla al servizio, ma penso che ci siamo spinti troppo oltre" .