Novak Djokovic, US Open sempre più lontani: la posizione dell'USTA



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Novak Djokovic, US Open sempre più lontani: la posizione dell'USTA

Il 2022 di Novak Djokovic non è iniziato nel migliore dei modi. Il campione serbo ha dovuto fare i conti con un cospicuo numero di problemi a causa della scelta di non vaccinarsi. Dopo aver raggiunto l’Australia grazie all’esenzione medica concessagli da due gruppi indipendenti di esperti medici, il belgradese è stato fermato alla frontiera ed è stato costretto a trascorrere diversi giorni al Park Hotel di Melbourne, una struttura fatiscente che il governo australiano utilizza per “ospitare” gruppi di migranti e di richiedenti asilo.

Djokovic, alla fine, non ha potuto prendere parte al primo Slam dell’anno per la decisione presa direttamente dal Ministro dell’Immigrazione Alex Hawke. Il tennista classe 1987 ha poi saltato i Masters 1000 di Indian Wells e Miami per lo stesso motivo.

L’ex numero uno del mondo ha successivamente beneficiato dell’allentamento delle restrizioni in Europa ed elaborato un calendario piuttosto concreto che lo porterà a disputare anche il torneo di Wimbledon.

Il serbo ha conquistato il Masters 1000 di Roma ed è poi stato battuto da Rafael Nadal ai quarti di finale al Roland Garros.

Novak Djokovic, lo US Open si allontana

Considerando le norme vigenti negli Stati Uniti, che obbligano i viaggiatori a presentare un ciclo vaccinale completo alla frontiera, Djokovic non avrebbe la possibilità di partecipare ai Masters 1000 americani e, sopratutto, allo US Open.

Secondo le informazioni in possesso del quotidiano britannico The Telegraph, le autorità americane non hanno alcuna intenzione di allentare le condizioni di accesso nei prossimi mesi. La stagione di Djokovic sembra ormai aver preso una brutta piega e le ATP Finals di Torino si allontano sempre di più.

Se il governo americano dovesse continuare a imporre le stesse regole, infatti, Djokovic dovrà rinunciare anche ai Masters 1000 di Montreal e Cincinnati. Lew Sherr, Ceo dell'Usta dirigenti dell’USTA, si è espresso sulla questione e ha specificato: “Seguiremo direttive del governo e del C.D.C” .

I dirigenti dell’USTA non hanno nessuna intenzione di ripetere gli errori commessi dalla Federazione di tennis australiana.