Ivanisevic 'sorpreso' del 2022 di Novak Djokovic: "Non sarebbe mai dovuto andare"



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Ivanisevic 'sorpreso' del 2022 di Novak Djokovic: "Non sarebbe mai dovuto andare"

Alla vigilia nessuno avrebbe mai potuto immaginare una stagione così travagliata per il numero uno al mondo, fra problemi non legati al tennis, condizioni fisiche non perfette e una lunga risalita nei tornei su terra rossa.

Novak Djokovic, nonostante le tantissime difficoltà partite dall'impossibilità di giocare gli Australian Open e le competizione statunitensi (causa assenza della vaccinazione anti-Covid), ha mantenuto per quasi tutti i primi cinque mesi dell'anno il primato del ranking mondiale e lo status di tennista da battere nei grandi appuntamenti.

Con un'annata già complicata, il percorso del serbo è sempre pieno di incognite, visto che non potrebbe al momento partecipare allo tournée americana (condizionando non poco la propria classifica Atp).

Le parole del suo coach

Goran Ivanisevic, in un'intervista rilasciata a Sport Klub, ha ripercosso e analizzato le tappe del 2022: "La gente deve capire che non è facile prepararsi per qualcosa che non sai se sarai in grado di giocare.

Prima di Montecarlo non sapevo nemmeno se potesse gareggiare, non creando i giusti stimoli per allenart al meglio. Poi si è ammalato anche lui. Secondo me non sarebbe mai dovuto andare a Monte Carlo. Non era buono a livello di energia.

Più tardi Belgrado lo ha aiutato: stava migliorando partita dopo partita. In finale, contro Rublev, ha avuto un blocco energetico. Credimi, il 95% delle persone non sarebbe mai tornato se l'Australia fosse capitata a loro.

È stato in grado di rientrare in poche settimane" ha rivelato. Il tecnico croato ha poi proseguito: "Fino a Madrid abbiamo visto un Nole completamente diverso. Quella partita contro Carlos Alcaraz è stata fenomenale.

Novak avrebbe potuto vincere, perché tutto è stato deciso su due o tre punti. A Roma abbiamo avuto solo la conferma che abbiamo percepito a Madrid. Era importante che arrivasse a Parigi sentendosi al meglio" ha aggiunto.

Il lavoro attuale: "Abbiamo la stessa mentalità e ho vissuto esperienze simili alla sua. Per me è facile capirlo in alcune cose. Col passare del tempo so sempre meglio come pensa. Djokovic è un perfezionista che vuole progredire ogni giorno. A volte qualcosa sembra perfetto per me e non per lui" ha concluso.