"È dura per lui": le parole di Rublev dopo la vittoria su Novak Djokovic



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"È dura per lui": le parole di Rublev dopo la vittoria su Novak Djokovic

Vittoria importante, terzo titolo stagionale ed undicesimo in carriera per il tennista russo Andrey Rublev, numero 8 al mondo. Il campione del Serbia Open vince in tre set contro il numero uno ed idolo di casa Novak Djokovic, alla sua prima finale stagionale.

Dopo un inizio di stagione terribile, dovuto a problemi extra tennistici, Nole ha raggiunto qui , a casa sua, la sua prima finale in stagione ed ha lottato per quanto potete contro un Top Ten. Dopo le battaglie nei primi due set, il serbo è crollato fisicamente (e anche mentalmente) ed ha perso il terzo parziale con un netto 6 a 0.

Nel post partita Rublev è stato molto onesto nell'analizzare la vittoria contro uno dei tennisti più forti di tutti i tempi: "Ho giocato molto bene ma Novak non era al suo massimo. È dura mentalmente per lui dopo tutto quello che ha passato quest'anno, penso soprattutto a tutte le pressioni che ha vissuto nel 2022"

Già in fase di premiazione Rublev aveva avuto belle parole per Nole dichiarando: "È un grande onore giocare contro di te, spero di poterlo fare ancora per tanti anni" Ora Novak Djokovic continuerà a lavorare e giocare in vista dei prossimi tornei: l'obiettivo principale del serbo è essere nella miglior condizione possibile per il Roland Garros 2022, torneo dove proverà a difendere il titolo e raggiungere cosi quota 21 Slam in carriera.

Rublev ed una situazione difficile

Una vittoria importante che arriva in un periodo difficile per Rublev e per tutti i tennisti russi. Il tennista come i suoi connazionali (ed i bielorussi) è stato escluso da Wimbledon ed anche la sua presenza agli Internazionali d'Italia a Roma è in bilico.

A riguardo in questi giorni Rublev ha commentato cosi questa difficile situazione: "Non mi preoccupano eventuali altre sanzioni dell'Atp, conosco la posizione dell'Atp ed anche loro sperano che si possa giocare.

Il mio augurio è che si possa trovare una soluzione buona per tutte le parti in causa. Non voglio combattere o creare polemica, anche io voglio la pace e qui parlo a nome della pace. Alla fine che noi atleti giochiamo o meno, non cambierà questa situazione"