Le interessanti parole di Novak Djokovic prima della finale a Belgrado



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Le interessanti parole di Novak Djokovic prima della finale a Belgrado

Tutto pronto all'Atp 250 di Belgrado per l'attesa finale. Pronostici rispettati nel corso della settimana del torneo, visto l'approdo della testa di serie numero uno e due del tabellone all'atto conclusivo: saranno infatti Novak Djokovic e il russo Andrey Rublev a sfidarsi per conquistare il titolo, vinto nella scorsa edizione dall'azzurro Matteo Berrettini.

Le parole in conferenza stampa

Il nativo di Belgrado ha analizzato il suo livello di tennis nelle tre partite giocate 'fra le mura amiche': "Le tre partite sono state importanti per me. Anche in quest'ultima non sono partito alla grande, perdendo un break nel primo set, proprio come nelle altre gare del torneo.

Con l'inizio del secondo parziale ho iniziato a sentire la palla e a servire bene. Il secondo e il terzo set sono stati i miei due migliori della stagione finora per me, contro un grande giocatore come Karen Khachanov che stava anche giocando bene.

È una vittoria importante, con l'incredibile supporto del pubblico che mi dà sempre la motivazione per giocare al mio massimo livello. Mi sto avvicinando al livello in cui voglio essere" ha commentato.

Poi ha aggiunto: "A parte gli esercizi che faccio per rimanere concentrato e per sentirmi più attivo in campo, in semifinale ho sfruttato l'energia delle tribune. Probabilmente è uno dei migliori ambienti che abbia mai giocato in tutta la mia carriera.

Oggi mi hanno davvero aiutato a uscire e continuare a combattere, quindi la loro energia è stata fondamentale” ha sottolineato il campione serbo. Nole è poi tornato sulle sanzioni ai giocatori russi e bielorussi: "C'è politica nello sport.

Non credo ci sia bisogno di sospendere nessun atleta, non solo giocatori di tennis. Non capisco come possano contribuire a ciò che sta accadendo nella guerra. Li stai tenendo lontani dal loro diritto di competere. In effetti, nel tennis abbiamo una regola contro la discriminazione che dice che gli atleti giocano per la loro classifica, non per la loro nazionalità, quindi Wimbledon ha infranto quella regola" ha concluso.