Ferrer spera che Novak Djokovic non abbia più problemi a giocare



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Ferrer spera che Novak Djokovic non abbia più problemi a giocare

Il 2022 è iniziato solo da pochi mesi, ma non sono mancati i colpi di scena. Novak Djokovic, che aveva sfiorato il ‘Calendar Grand Slam’ lo scorso anno, ha pagato a carissimo prezzo la sua scelta di non vaccinarsi contro il Coronavirus.

Oltre a non aver potuto difendere il titolo agli Australian Open, il numero 1 del mondo ha subito un grave danno d’immagine. Come se non bastasse, Nole ha dovuto assistere impotente al trionfo di Rafael Nadal a Melbourne Park.

Lo spagnolo ha così superato Roger Federer e lo stesso Djokovic nella classifica all-time dei Major, diventando il quarto uomo nella storia ad aver conquistato tutti gli Slam almeno due volte. A causa delle rigide normative statunitensi, il 34enne di Belgrado ha dovuto rinunciare anche ai Masters 1000 di Indian Wells e Miami.

Il grande obiettivo di Djokovic è ovviamente il Roland Garros, dove sarà chiamato a difendere il titolo conquistato l’anno scorso. Nel corso di una lunga intervista a ‘La Vanguardia’, David Ferrer – attuale direttore del torneo di Barcellona – ha affrontato la delicata questione del GOAT.

Si infiamma il dibattito sul GOAT

“Per prima cosa, bisognerà aspettare la fine delle loro carriere prima di emettere un verdetto. Voglio godermi i Big 3 fino all’ultima partita. Si sono migliorati a vicenda e hanno portato il tennis in una nuova dimensione.

Rafael Nadal è il migliore in questo momento. Penso che sarà una lotta fra lui e Novak Djokovic per chi vincerà più Slam” – ha analizzato Ferrer. David spera che Djokovic riesca a giocare con continuità: “Non è stato per niente bello ciò che è accaduto negli ultimi mesi.

Noi vogliamo vedere i migliori competere e Djokovic è sicuramente uno dei più grandi di sempre. Speriamo di non rivivere telenovele come quella australiana”. Non potevano mancare due parole su Roger Federer: “Non sto dicendo che Roger non possa vincere un altro Slam, ma ha giocato pochissimo negli ultimi due anni.

Dovrà affrontare avversari di alto rango già nei primi turni e l’età non è dalla sua parte”.