Corretja: "Vi spiego perché Novak Djokovic fatica di più sulla terra"



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Corretja: "Vi spiego perché Novak Djokovic fatica di più sulla terra"

Novak Djokovic ha giocato pochissimo in questo inizio di stagione, complice la sua scelta di non vaccinarsi contro il Coronavirus. Oltre a non aver potuto difendere il titolo agli Australian Open, il fuoriclasse serbo ha subito un grave danno d’immagine.

Il 34enne di Belgrado ha dovuto assistere impotente al trionfo di Rafael Nadal a Melbourne Park, che ha permesso allo spagnolo di issarsi a quota 21 Major. Il numero 1 del mondo ha fatto il suo esordio stagionale sul cemento di Dubai, ma la sua corsa si è arrestata già nei quarti per mano di uno scatenato Jiri Vesely.

A causa delle rigide normative statunitensi, Nole ha dovuto rinunciare anche ai Masters 1000 di Indian Wells e Miami. Il 20 volte campione Slam non ha iniziato bene neppure la ‘campagna’ sulla terra rossa, essendosi fatto sorprendere da Alejandro Davidovich Fokina al secondo turno del Masters 1000 di Montecarlo.

Segnali di risveglio sono arrivati a Belgrado, dove ‘Djoker’ è approdato in semifinale rimontando sia Laslo Djere che Miomir Kecmanovic. Ai microfoni di Eurosport, Alex Corretja ha analizzato nel dettaglio il momento che sta attraversando Novak.

L'obiettivo di Djokovic è il Roland Garros

“Dobbiamo metterci nei panni di Novak Djokovic. Il serbo ha dovuto gestire un’enorme molte di pressione negli ultimi mesi a causa della storia del vaccino e non è stato facile per lui sul piano emotivo” – ha esordito Corretja.

“La terra battuta non è la sua superficie preferita, per quanto sia un giocatore incredibile anche sul rosso. Il suo servizio non funziona come sul cemento e non gli consente di chiudere i punti rapidamente. Anche il suo rovescio fa più male sulle superfici rapide, mentre la terra richiede uno sforzo notevole dal punto di vista fisico e Novak non è più giovanissimo.

Ha bisogno di tempo per effettuare tutti quegli aggiustamenti che gli permettono di arrivare al top. Inoltre, deve ritrovare fiducia e ritmo partita. Il Roland Garros è ancora lontano, quindi non bisogna allarmarsi” – ha aggiunto. Il serbo affronterà Karen Khachanov per un posto in finale a Belgrado.