Il primo sponsor dà l'addio a Novak Djokovic: le parole dell'amministratore delegato



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Il primo sponsor dà l'addio a Novak Djokovic: le parole dell'amministratore delegato

Il primo sponsor dice addio a Novak Djokovic. Il tennista è al centro del dibattito da quando ha dovuto abbandonare l’Australia per una decisione del tribunale federale di Melbourne: il campione serbo si era presentato in terra australiana con un’esenzione medica, dichiarando alla polizia di frontiera che non era vaccinato.

In un momento successivo agli Australian Open, l’ex numero uno al mondo ha rilasciato un’intervista alla BBC, spiegando la sua decisione di non vaccinarsi, pronto a sacrificare anche grandi tornei come Wimbledon o Roland Garros.

La scelta di Novak Djokovic non è passata inosservata agli sponsor, soprattutto allo storico marchio automobilistico, la Peugeot. L’amministratore delegato di Stellantis (il gruppo in cui rientra la stessa Peugeot), Carlos Taveres, ha dichiarato di non voler continuare il rapporto con il tennista serbo.

“Non continueremo la sponsorizzazione”: queste le brevi parole di Tavares. Per Peugeot, Djokovic aveva girato anche uno spot pubblicitario: insieme al serbo, l’attore italiano Stefano Accorsi.

Un momento non facile per l’ex numero uno al mondo, che ha visto, nel giro di poche ore, concretizzarsi due addii: quello di Peugeot e quello di Marian Vajda.

Lo storico coach e Djokovic hanno deciso di lasciarsi dopo quindici anni di collaborazione e venti titoli del Grande Slam vinti.

La situazione sponsor di Novak Djokovic

Peugeot, con le parole dell’amministratore delegato del gruppo, è il primo sponsor che ha abbandonato il tennista serbo, ma potrebbe non essere l’ultimo.

A seguito della decisione dell’Australia di cacciare Djokovic, la rivista Forbes si era occupata di chiedere agli sponsor del numero due al mondo se era loro intenzione rescindere la sponsorizzazione. RBI e Hublot avevano confermato gli accordi con il tennista serbo, in virtù del fatto che tali accordi erano precedenti alla notizia della non vaccinazione di Djokovic.

Posizione più incerta quella di Lacoste, nota azienda di abbigliamento, che avrebbe rivisto “gli eventi che hanno accompagnato la sua presenza in Australia”. Alle domande di Forbes, Peugeot (così come altri marchi e sponsor), avevano preferito non rispondere.