Novak Djokovic tuona: "Ferito dai miei colleghi. L'intervista a L'Equipe un errore"



by PERRI GIORGIO

Novak Djokovic tuona: "Ferito dai miei colleghi. L'intervista a L'Equipe un errore"

La seconda parte dell’intervista firmata BCC a Novak Djokovic ha rivelato interessanti spunti di riflessione. Il tennista serbo, che si era detto pronto a rinunciare addirittura al Roland Garros e ai Championships piuttosto che vaccinarsi, ha rincarato la dose senza particolari filtri.

Anzi. “I quattro giorni di allenamento in Australia non sono stati normali. Sentivo il rumore degli elicotteri sopra la Rod Laver Arena durante ogni sessione. E poi sono stato ferito dai miei colleghi. Ho sentito gli sguardi a addosso di tutte le persone presenti, so che sono stati influenzati da tutto quello che hanno scritto e detto sui social" ha raccontato.

Al centro del dibattito anche la chiacchieratissima intervista con L’Equipe datata 18 dicembre. “Ho preferito non annullarla perché il giornalista (Frank Ramella, n.d.r.) è una persona che conosco da tempo e che ha un buon rapporto con me.

Avevamo organizzato l’incontro da tempo e non ho avuto la forza di rifiutare. Avrei dovuto stare più attento? Sì. Avrei dovuto avvertirli? Sì. Questo è stato un mio errore e sono sinceramente dispiaciuto.

Tornassi indietro non lo rifarei” ha spiegato. Sul ‘soggiorno’ nella struttura dedicata ai rifugiati, il campionissimo serbo ha provato a fare un po’ di chiarezza. “Non è stato sicuramente piacevole, ma non voglio stare qui a lamentarmi delle condizioni perché ci sono stato solamente una settimana.

Mi sono sentito impotente quando sono arrivato lì, non mi hanno fatto utilizzare il telefono per tre ore e una notte non sono riuscito a dormire perché dovevo rispondere a qualche interrogatorio una volta ogni trenta minuti.

Il visto è stato accettato, poi cancellato, di nuovo accettato e di nuovo cancellato” La conversazione si è poi spostata su temi più vicini al mondo del tennis. E a Nadal, pupillo persino del figlio Stefan.

“Pochi giorni fa mi ha chiesto quale torneo avremmo giocato entrambi. Gli ho detto, speranzosamente, uno dei prossimi, ma gli ho chiesto anche perché me lo stesse chiedendo. E mi ha detto di voler fare una foto con lui.

Vedere la finale degli Australian Open per me è stato molto difficile. Sono stato abbastanza neutrale perché avrei voluto giocarla io quella partita, ma sono stato comunque condizionato da varie cose. Mia moglie tifava Medvedev e mio figlio Nadal. Dopo ogni quindici saltava in giro”

Novak Djokovic Australian Open