Il dottor Gojkovic critica la scelta di Novak Djokovic di non vaccinarsi



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Il dottor Gojkovic critica la scelta di Novak Djokovic di non vaccinarsi

Novak Djokovic ha provato ad entrare in Australia con un’esenzione medica, ma ne è venuto fuori un pasticcio che ha tenuto banco per ben due settimane. Il numero 1 del mondo è stato trattenuto in aeroporto e gli è stato revocato il visto, prima di essere trasferito in un albergo per rifugiati.

Pur avendo vinto il primo ricorso dinnanzi al giudice Anthony Kelly, il fenomeno serbo è stato ‘colpito’ dal potere discrezionale del ministro dell’Immigrazione Alex Hawke. Quest’ultimo ha deciso di annullargli il visto per la seconda volta a pochi giorni dall’inizio degli Australian Open.

I tre giudici della Corte Federale hanno confermato l’ordine di revoca del visto e Nole è stato costretto a lasciare il Paese domenica scorsa. La scelta di Djokovic di non vaccinarsi rischia di influenzare tutta la sua stagione, viste le recenti notizie provenienti dagli Stati Uniti e dalla Francia.

Se uno tra Daniil Medvedev e Alexander Zverev dovesse trionfare a Melbourne, il 34enne di Belgrado perderebbe la prima piazza del ranking ATP. Nel corso di una recente intervista al portale ‘b92.net’, il dottor Zoran Gojkovic – membro dello staff di crisi del governo serbo – ha lanciato una stilettata al 20 volte campione Slam.

Djokovic ha scelto di non vaccinarsi

“Ad essere sincero, mi dispiace tantissimo che Novak Djokovic abbia scelto di non vaccinarsi” – ha confidato Gojkovic. “Se uno come lui si fosse vaccinato contro il COVID-19, avrebbe incoraggiato molte persone a fare lo stesso.

Ad ogni modo, si tratta di una decisione personale che è libero di prendere. Ci tengo comunque a sottolineare che non sono favorevole a questa scelta” – ha aggiunto. Ai microfoni di Eurosport, Justine Henin ha parlato del caso Djokovic: “Non è facile emettere un verdetto, perché c’è di mezzo la privacy del giocatore.

Nole ha commesso una serie di errori, ma si era recato in Australia dopo aver ricevuto concrete garanzie. Gli era stato detto che l’esenzione di cui era in possesso gli avrebbe assicurato l’ingresso nel Paese. Djokovic non era pronto a gestire una situazione di quel tipo”.