McEnroe: "La situazione si è complicata parecchio per Novak Djokovic"



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McEnroe: "La situazione si è complicata parecchio per Novak Djokovic"

Gli Australian Open 2022 sono stati funestati dalla telenovela legata al visto di Novak Djokovic. Il numero 1 del mondo ha cercato di entrare in Australia con una regolare esenzione medica, ma si è trovato a dover gestire una situazione a cui non era minimamente preparato.

Nonostante il serbo avesse vinto il primo ricorso davanti al giudice Anthony Kelly, il ministro dell’Immigrazione Alex Hawke ha deciso di esercitare il suo potere discrezionale per ragioni di ordine pubblico. I tre giudici della Corte Federale hanno confermato l’ordine di revoca del visto e Nole è stato costretto a lasciare il Paese domenica scorsa.

Il 34enne di Belgrado non ha potuto difendere il suo titolo agli Australian Open, un torneo che lo ha incoronato in ben nove occasioni. In caso di decimo trionfo a Melbourne Park, Djokovic avrebbe superato Roger Federer e Rafael Nadal nella classifica all-time degli Slam.

Come diretta conseguenza dell’esercizio del potere ministeriale, a Novak potrebbe essere precluso l’accesso in Australia per tre anni. Ai microfoni di Eurosport, il sette volte campione Slam John McEnroe ha definito ridicola tutta questa vicenda.

La presa di posizione di John McEnroe

“Novak Djokovic è un duro sotto il profilo mentale, non ho dubbi che si risolleverà anche questa volta” – ha esordito McEnroe. “La sua scelta di non vaccinarsi rischia di complicargli parecchio le cose in questa stagione.

Non sarà facile per lui difendere tutti i titoli che si è aggiudicato lo scorso anno. Non c’è dubbio che questa situazione lo abbia profondamente colpito. È davvero un peccato, visti anche i suoi sforzi per farsi amare dalla gente.

Quando ha perso contro Daniil Medvedev agli US Open, il pubblico gli ha manifestato un sostegno che nemmeno lui si aspettava. Ora sono quasi tutti schierati contro Novak per via di questa storia. Non ho idea di cosa accadrà nei prossimi mesi” – ha ammesso la leggenda americana.

Gli ha fatto eco il connazionale Jim Courier: “Forse sarebbe stato meglio se Nole non fosse mai partito per l’Australia. Ne avrebbe giovato sia lui stesso che il governo federale”.