Novak Djokovic, svelate tutte le reali motivazioni per l'espulsione del serbo



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Novak Djokovic, svelate tutte le reali motivazioni per l'espulsione del serbo

La vicenda Novak Djokovic ha tenuto banco per diverse settimane prima della decisione finale di domenica scorsa da parte del governo australiano che ha optato per la cancellazione del visto al campione serbo e la conseguente espulsione dal paese.

Poco fa, la Federal Court, ha pubblicato il lungo documento di ben 106 pagine dove si spiegano le motivazioni che hanno portato poi a questa decisione finale.

"RISCHIO EMULAZIONE PER I PIU' GIOVANI"

​"Un’iconica stella del tennis mondiale può influenzare persone di tutte le età, giovani o meno giovani, ma forse soprattutto i giovani e i più suggestionabili, portandoli all'emulazione.

Questa non è una fantasia, non servono prove. La Corte non analizza i meriti o la saggezza della decisione, il compito è di valutare se la decisione rientra nei limiti di legge“. Questo piccolo stralcio ,del lungo comunicato, è forse il più importante poiché spiega chiaramente la decisione finale che James Allsop, il capo del collegio di tre giudici della Federal Court, ha preso.

Il tennista serbo, che aveva ricevuto un’esenzione medica per poter partecipare agli Australian Open, si era visto in due occasioni revocare il visto. Dopo aver vinto la prima volta il ricorso, il venti volte campione slam aveva subito nuovamente la cancellazione del visto e questa volta dal ministro per l’immigrazione Alex Hawke causa “minacce effettive o anche solo potenziali inerente alla questione di ordine pubblico, di salute e di sicurezza verso i cittadini”.

I legali di Djokovic avevano basato la loro difesa principalmente in tre punti: le opinioni del serbo riguardo ai vaccini in un’intervista alla BBC oltre un anno fa, il fatto che la sua presenza potesse essere un rischio per l’ordine e la salute pubblica in Australia e infine per l’irrazionalità della cancellazione del visto.

I giudici, però, avevano respinto questa tesi degli avvocati difensori dichiarando che la legge affida al ministro il potere di revoca se è per tutelare la salute, la sicurezza e l’ordine pubblico.
Ora si attende di capire se ci sarà la risposta da parte del numero uno al mondo.