McEnroe: "Non sono nessuno per contestare le scelte di Novak Djokovic"



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McEnroe: "Non sono nessuno per contestare le scelte di Novak Djokovic"

La saga che ha portato Novak Djokovic ad essere espulso dall’Australia ha tenuto banco nelle ultime due settimane. Gli strascichi di questa triste vicenda sono destinati a ripercuotersi sul resto della stagione, a meno che il serbo non scelga di vaccinarsi dopo questa disavventura.

Il numero 1 del mondo non è stato autorizzato a difendere il suo titolo agli Australian Open, dovendo rimandare il sorpasso a Roger Federer e Rafael Nadal nella classifica all-time dei Major. Il 34enne di Belgrado inseguiva il suo decimo sigillo a Melbourne Park, il quarto consecutivo.

Nonostante avesse vinto il primo ricorso davanti al giudice Anthony Kelly, il 20 volte campione Slam si è visto annullare per la seconda volta il proprio visto dal ministro dell’Immigrazione Alex Hawke. La Corte Federale non ha accolto l’appello presentato dai legali di Nole, che ha dovuto lasciare l’Australia qualche ora dopo la sentenza.

Va ricordato che Djokovic rischia di non poter entrare nel Paese per tre anni, una diretta conseguenza dell’esercizio del potere ministeriale da parte di Hawke. Intervistato da ESPN, John McEnroe non si è trattenuto quando gli è stata chiesta la sua opinione su questa storia.

Il parere di John McEnroe

“È assolutamente ridicolo quello che è successo negli ultimi dodici giorni” – ha esordito McEnroe. “Il finale è stato tristissimo per tutte le parti coinvolte.

Se le autorità australiane avevano deciso che fosse obbligatorio il vaccino per entrare nel Paese, non dovevano esistere zone grigie in cui infilarsi” – ha aggiunto l’americano. John non vuole giudicare le scelte di Novak Djokovic: “È lui che deve decidere se vaccinarsi o meno.

Ha convinzioni molto forti al riguardo e io non sono nessuno per contestarle. Nole si è aggiudicato per ben nove volte gli Australian Open, è stato coraggioso ad andare laggiù nella sua situazione. Ha fatto tutto ciò che era in suo potere per giocare gli AO senza doversi piegare all’obbligo vaccinale.

Gli è stata concessa una valida esenzione medica, lui ha rispettato per filo e per segno la procedura. Quando ha messo piede in Australia, è scoppiato il finimondo”.