Cameron Norrie evidenzia le responsabilità di Novak Djokovic



by   |  LETTURE 19365

Cameron Norrie evidenzia le responsabilità di Novak Djokovic

Diversi giocatori sono stanchi del fatto che il caso Novak Djokovic abbia monopolizzato l’attenzione nelle ultime due settimane. Il numero 1 del mondo è stato espulso dall’Australia domenica scorsa in seguito alla sentenza della Corte Federale, che ha respinto il ricorso del 20 volte campione Slam.

Il fenomeno serbo non potrà difendere il suo titolo agli Australian Open, oltre a dover rimandare il sorpasso a Roger Federer e Rafael Nadal nella classifica all-time dei Major. Vista la situazione pandemica, la scelta di Nole di non vaccinarsi potrebbe condizionare seriamente tutta la sua stagione.

È da poco giunta la notizia che i tennisti non vaccinati non potranno partecipare all’edizione 2022 del Roland Garros. In caso di vittoria di Daniil Medvedev o Alexander Zverev a Melbourne, il 34enne di Belgrado perderebbe la prima posizione del ranking ATP.

Da quello che si apprende, Novak non rilascerà dichiarazioni pubbliche fino al termine degli Australian Open. Apparso nell’ultima edizione del podcast ‘Tennis Talk’, Cameron Norrie ha espresso il suo punto di vista su tutta questa vicenda.

Norrie evidenzia le colpe di Djokovic

“Il caso Novak Djokovic è stato un traino per gli Australian Open, nel bene e nel male. La vicenda è stata seguita in ogni angolo del globo” – ha spiegato Norrie.

“Mi sarebbe piaciuto vedere Djokovic agli Australian Open, dato che stiamo parlando del miglior giocatore al mondo. Al tempo stesso, non credo che avrebbe ricevuto una bella accoglienza dal pubblico se avesse giocato” – ha aggiunto.

Il britannico ritiene che sia Nole ad avere le maggiori responsabilità: “Djokovic sapeva di trovarsi in una posizione scomoda. Conosceva tutti i rischi derivanti dalla sua scelta di non vaccinarsi, soprattutto in relazione alle misure attuate in Australia per contenere il virus.

Si è presentato a Melbourne da non vaccinato, quando gli abitanti dello Stato del Victoria non sono stati in grado di vedere i lori cari per tantissimo tempo. Venire in Australia con un'esenzione non è stato il massimo”. Parole che rispecchiano il sentimento di molti giocatori.