Novak Djokovic, sanzione pesantissima dell'Australia dopo il visto cancellato



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Novak Djokovic, sanzione pesantissima dell'Australia dopo il visto cancellato

La posta in palio era "solo" avere il consenso di partecipare agli Australian Open, con un'esenzione medica visto le due dosi di vaccino non effettuate ma il Covid contratto in un periodo molto recente come il mese di dicembre; i rischi che l'atleta potesse correre però erano diversi e si stanno ora tutti verificando.

Il visto cancellato, il blocco per entrare e restare nel Paese per giocare il primo Grande Slam della stagione, un paio di errori commessi stanno presentando il conto a Novak Djokovic, che dall'Australia è uscito con le ossa rotte dopo la decisione della Corte federale, che ha confermato l'annullamento del visto e dunque la richiesta del Governo di non consentire al tennista serbo di sostare in terra oceanica.

Il vero campanello d'allarme per il numero uno al mondo è l'aver perso non soltanto la partecipazione a uno dei tornei più prestigiosi dell'annata, come invece può sembrare. La sanzione che è stata stabilita e confermata dall'Australia è pesantissima e avrà non poche conseguenze sul suo futuro e sul prosieguo della carriera da giocatore professionista.

Ad annunciarlo il ministro dell'interno Karen Andrews in un'intervista al Today Show: "Il visto è stato annullato dal ministro Hawke. La cancellazione è stata confermata dal tribunale federale, quindi a Djokovic sarà vietato l'ingresso nel nostro Paese per i prossimi tre anni"

Attualmente, sulla carta, il vincitore di ben 9 titoli a Melbourne non potrà prendere parte a diverse edizioni dell'appuntamento Slam, date le regole severissime del Paese soprattutto su questo tema.

Qualcosa potrebbe cambiare, ma non presto

Per gli organizzatori della competizione sarebbe comunque un duro colpo non poter avere ai nastri di partenza il 34enne nativo di Belgrado.

Le leggi australiane adesso vietano a Nole la possibilità di avere un nuovo visto nel prossimo 'breve' periodo a meno che non siano accettate delle ragioni urgenti e ben motivate. Il primo ministro Scott Morrison non corre e ha comunque deciso di lasciare spiragli a Djokovic di tornare a giocare nel Paese: "Non ho intenzione di precondizionare nulla di tutto ciò o dire nulla che non consenta al ministro di effettuare le decisioni che deve prendere.

L’espulsione vale per tre anni, ma c’è l’opportunità che si torni a considerare il caso. Questo avverrà a tempo debito" ha sottolineato in un'intervista a radio 2GB .