Caso Djokovic, McNamee: “Non mi piace che il nostro Slam sia ridicolizzato”



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Caso Djokovic, McNamee: “Non mi piace che il nostro Slam sia ridicolizzato”

Con la nuova cancellazione del visto comunicata nella mattinata italiana la telenovela relativa alla permanenza di Novak Djokovic sembrava definitivamente giunta alla sua conclusione, ma così non è in realtà.

Nonostante il provvedimento sia stato preso, con tanto di comunicato stampa del ministro dell’Immigrazione Alex Hakwe, la decisione finale slitta nuovamente e spetterà stavolta alla Corte Federale, che domenica sentenzierà.

Djokovic verrà interrogato alle ore 08:00 di sabato mattina (le ore 22:00 in Italia) per poi essere trasportato dai funzionari dell’immigrazione nei suoi uffici legali nella fascia oraria 10:00/14:00. Al termine del colloquio, il serbo dovrebbe essere detenuto in un luogo concordato dalle parti come affermato dal giudice Kelly.

Dalle ore 09:00 di domenica (le ore 23:00 italiane) il numero uno sarà nei suoi studi legali per l’udienza in tribunale. Badando alla sostanza delle cose, resta pochissimo tempo ai legali del numero 1 del mondo per vincere l’appello e dargli così l’opportunità di scendere in campo per gli Australian Open al via lunedì 17.

Djokovic che, se dovesse essere escluso, cederebbe il posto a uno dei lucky loser tra Dzumhur e Caruso senza che ci siano variazioni nel tabellone. A quel punto la testa di serie più alta nel primo quarto di tabellone sarebbe l’azzurro Matteo Berrettini.

Djokovic, McNamee polemico sullo slittamento della decisione

Si sta portando decisamente per le lunghe la faccenda burrascosa che vede coinvolto in prima persona il numero 1 del mondo Novak Djokovic. La sua è diventata una vera e propria battaglia contro gli organi governativi australiani e l’epilogo continua a slittare ogni volta che sembra dover esserci la parola “fine” .

Il protrarsi della decisione in merito alla permanenza del serbo nel paese non fa per niente felice Paul McNamee, ex direttore degli Australian Open. L’ex tennista australiano, a capo dell’Happy Slam per 12 anni, si è avvalso di Twitter per manifestare le sue opinioni sulla questione, dando la chiara impressione di essere scontento.

“Rispettati giornalisti internazionali lo stanno ora chiamando un sorteggio 'temporaneo' degli Australian Open – ha scritto − . Essendo stato il direttore del torneo per 12 anni, e conoscendo gli enormi contributi di tanti nel corso degli anni, devo dire che non mi piace che il nostro Grande Slam sia soggetto a ridicolizzazione” .