Andy Murray critico su Novak Djokovic: "Per scelte come queste ci sono conseguenze"



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Andy Murray critico su Novak Djokovic: "Per scelte come queste ci sono conseguenze"

Nel corso della notte italiana è stata scritta un’altra pagina del capitolo relativo a Novak Djokovic e la sua presenza in Australia. Gli organi governativi, dopo giorni di dibattimenti, hanno deciso di annullare per la seconda volta il visto del giocatore serbo, che adesso ha le ore contate per provare a giocarsi gli Australian Open.

L’udienza definitiva avverrà domenica 16 gennaio: entra quella data Djokovic o sarà dentro o sarà fuori. Intanto continuano ad arrivare pensieri e pareri sulla incredibile questione che ha messo faccia a faccia in un duro confronto il numero 1 del mondo e il governo del Victoria.

A parlare, anzi a tornare sulla vicenda è Andy Murray, intervenuto in conferenza stampa dopo la vittoria in rimonta su Reilly Opelka (6-7 6-4 6-4) che gli ha regalato la finale all’Atp 250 di Sydney.

Murray: “Questione Djokovic? Tutti volevamo si risolvesse”

A distanza di tre lunghi anni fatti di sofferenze e sacrifici, ‘Sir Andy Murray’ torna a disputare una finale Atp.

Decisiva la vittoria in semifinale sullo statunitense Opelka, che spedisce il britannico all’ultimo atto del 250 di Sydney. Si giocherà il titolo contro il russo Karatsev, che ha prevalso su Evans. “È fantastico essere di nuovo in un'altra finale – ha detto Murray − .

È stata una partita molto dura, lo è sempre quando si gioca contro di lui. Di solito non hai molte opzioni. Nel secondo set sono stato in grado di leggere meglio il suo servizio e ho avuto più occasioni, non molte ma le ho avute.

Sono stato molto contento di come è andata e di quanto sono stato solido. Ho servito in modo intelligente, vario e il secondo set ha funzionato bene” . Murray ha poi risposto sulla querelle Djokovic-Australia, argomento di cui aveva già parlato pochi giorni fa: “Non prenderò a calci il mio avversario mentre è a terra.

Come ho detto, non è una buona situazione per nessuno. Non so come sia stato il processo, da dove venga esattamente, se si appellerà o meno, o anche se potrà continuare ad allenarsi mentre l'appello viene risolto.

Tutti volevamo che la situazione fosse risolta. Non era un bene per nessuno che fosse così. Sembra che si sia trascinata troppo a lungo, non è ideale per il tennis, non è ideale per gli Australian Open, non è ideale per Novak.

La mia opinione sulla vaccinazione è che incoraggio tutti a farsi vaccinare. Ognuno deve prendere la propria decisione, ma in un paese come l'Australia è necessario essere vaccinati per entrare, per competere qui, e ovviamente la stragrande maggioranza dei giocatori lo ha fatto.

Circa il 98% dei giocatori del circuito maschile è stato vaccinato, il che è molto positivo. A ciascuno il suo, ma ci sono conseguenze per le decisioni prese. Nella mia ultima dose a Londra, mi è stato detto che le persone che erano più gravemente malate con respiratori artificiali e così via erano persone che non erano state vaccinate” .