Henman: "Novak Djokovic riceverebbe una pessima accoglienza se giocasse"



by   |  LETTURE 4835

Henman: "Novak Djokovic riceverebbe una pessima accoglienza se giocasse"

Il caso Novak Djokovic ha tenuto banco negli ultimi dieci giorni, facendo passare in secondo piano qualsiasi altro argomento. Il tentativo di Nole di entrare in Australia grazie ad un’esenzione medica ha generato un’infinità di polemiche.

Nei mesi scorsi, il numero 1 ATP aveva più volte messo in dubbio la sua presenza agli Australian Open 2022 e si era sempre schierato a favore della libertà di scelta. Il 2021 ha regalato al fenomeno serbo innumerevoli soddisfazioni, compresi tre titoli del Grande Slam.

Se avesse trionfato agli US Open, il 34enne di Belgrado sarebbe diventato il secondo uomo nell’Era Open dopo Rod Laver ad aggiudicarsi tutti e quattro i Major nello stesso anno. Oltre ad aver conquistato il suo 37° Masters 1000 in carriera, Djokovic ha chiuso la stagione in vetta al ranking ATP per la settima volta in assoluto (staccando così il suo idolo Pete Sampras).

In un’intervista ai microfoni di Eurosport, l’ex numero 1 britannico Tim Henman ha analizzato nel dettaglio la situazione del 20 volte campione Slam.

Il parere di Tim Henman

“Se dovesse disputare gli Australian Open, credo che Novak Djokovic riceverebbe un’accoglienza a dir poco ostile” – ha ammesso Henman.

“Sappiamo tutti cosa ha passato il popolo australiano negli ultimi due anni e quanto sia stato lungo il lockdown. Nole non sarà trattato bene quando metterà piede in campo, ne sono certo” – ha rincarato la dose.

Questa vicenda ha danneggiato profondamente l’Happy Slam, il cui inizio è previsto per lunedì 17 gennaio. “Penso che sia un vero peccato per il torneo. Stiamo parlando di un grandissimo evento, che costituisce anche una boccata d’ossigeno per gli australiani in questo difficilissimo periodo.

Spero che questa nuvola scura si allontani progressivamente dal torneo. Quali sarebbero le chance di Djokovic? Conoscendo il suo approccio, non escludo che un’atmosfera ostile lo carichi ancora di più. Ovviamente, non è stata una preparazione ideale per un torneo così importante.

È rimasto bloccato in una stanza per quattro o cinque giorni, ma sono sicuro che si riprenderà in fretta” – ha chiosato Tim.