Adriano Panatta: "Novak Djokovic è andato in Australia con delle rassicurazioni"



by   |  LETTURE 8900

Adriano Panatta: "Novak Djokovic è andato in Australia con delle rassicurazioni"

Novak Djokovic ha portato le attenzioni di tutto il mondo su di lui con il caso successogli in Australia, che lo ha portato a mettere a serie rischio (più volte) la sua partecipazione agli Australian Open, che rappresentava nella sua programmazione il secondo impegno ufficiale della stagione 2022 dopo l’Atp Cup, competizione a squadra al quale aveva deciso di dare forfait.

Il tennista serbo non ha ottenuto tanto consenso popolare dopo tutto il caso dell’esenzione medica: il suo pensiero contrario alla campagna di vaccinazione contro il Covid-19 non è piaciuto molto a diversi colleghi del circuito e tanti appassionati di tennis.

A parlare del tema più discusso e chiacchierato nel circuito Atp è stato anche Adriano Panatta, ospite in un programma in onda su Radio 105.

Parla Adriano Panatta

L’ex tennista italiano ha dichiarato: “È tutto molto confuso.

Davvero non si capisce bene da chi abbia avuto questo permesso, oppure si è compreso che è stata la Federazione australiana e non il Governo australiano. Non penso mai alla malafede di qualcuno finché non viene provata, bisogna capire se la documentazione di Djokovic è valida.

Se è valida giocherà, se non è valida non giocherà. Non vedo quale sia il problema”. Poi ha aggiunto: “Dalla Serbia non ha preso la macchina ed è andato in Croazia, è andato in Australia ed evidentemente per andare fino lì ha avuto qualche rassicurazione.

Se le sue carte non saranno valide tornerà a casa, se invece saranno in regola potrà disputare il torneo. La cosa certa è una sola: che se lui è partito dall'Europa per andare in Australia a giocare il torneo vuol dire che è pronto, altrimenti non sarebbe partito” ha ribadito, esprimendo il suo parere sul tema.

“Se avesse avuto qualsiasi dubbio sulla sua condizione fisica e di forma, con tutto quello che poteva comportare, non sarebbe andato. Lui è pronto per giocare. Se lo fanno giocare lo fanno giocare, se non lo fanno giocare non lo fanno giocare. Basta che la smettano di romperci gli zebedei" ha concluso il vincitore del Roland Garros nel 1976.