Fucsovics va contro Novak Djokovic: "Non ha il diritto di essere qui"



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Fucsovics va contro Novak Djokovic: "Non ha il diritto di essere qui"

Novak Djokovic ha vinto la sua battaglia in tribunale lunedì, ma non è ancora detto che potrà partecipare agli Australian Open 2022. Il primo Slam stagionale inizierà il 17 gennaio e il serbo andrà a caccia del suo nono titolo a Melbourne Park.

In realtà, il ministro dell’Immigrazione Alex Hawke può ancora esercitare il potere discrezionale che gli consente di espellere il numero 1 del mondo dal Paese. Il 20 volte campione Slam è entrato in Australia senza essersi vaccinato contro il COVID-19, in virtù di un’esenzione medica che ha generato infinite polemiche.

Il 34enne di Belgrado si è aggiudicato le ultime tre edizione dell’Happy Slam e – in caso di decimo trionfo – supererebbe Roger Federer e Rafael Nadal nella classifica all-time dei Major. Subito dopo aver vinto il ricorso, Nole ha iniziato ad allenarsi e ha ribadito la sua intenzione di prendere parte al torneo.

Benché alcuni giocatori si siano schierati dalla parte di Djokovic, non mancano i malumori nello spogliatoio. In una recente intervista a ‘M4Sport’, il numero 40 ATP Marton Fucsovics ha espresso seri dubbi circa la presenza di Novak in Australia.

Fucsovics si schiera contro Djokovic

“Novak Djokovic è il tennista più forte che sia mai esistito, ha vinto tutto e si è imposto per ben nove volte qui a Melbourne. Da questo punto di vista, la sua presenza agli Australian Open è essenziale” – ha spiegato l’ungherese.

“Tuttavia, non possiamo dimenticare la difficile situazione che sta affrontando il mondo da ormai due anni. La salute delle persone viene al primo posto e ci sono regole che sono state delineate svariati mesi fa. Per giocare gli AO bisognava essere vaccinati, mentre Djokovic non lo è.

Per questa ragione, non credo che abbia il diritto di essere qui” – ha ammesso Fucsovics. Marton ha rivelato che sono in molti a pensarla come lui: “La comunità del tennis non ha preso benissimo l’arrivo di Djokovic in Australia grazie ad un’esenzione. Non intendo fare nomi, ma vi assicuro che tante persone non lo ritengono giusto”.