Roberto Burioni attacca Novak Djokovic: “Untore. Positivo al Covid senza isolarsi”



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Roberto Burioni attacca Novak Djokovic: “Untore. Positivo al Covid senza isolarsi”

Il mondo intero si è spaccato in due grandi gruppi (difficile calcolare quale dei due sia più numeroso rispetto all’altro) sul caso che ha coinvolto e fatto passare davvero una brutta settimana a Novak Djokovic.

Il numero uno del mondo, a causa della sua dura posizione contro la campagna vaccinale, dichiarando diversi mesi fa la sua volontà di non ricevere le somministrazioni anti-Covid, si è cacciato in guai seri in Australia, vedendosi cancellare il visto dopo essere riuscito a ottenere un’esenzione medica per entrare sulla carta nel Paese e giocare i primi impegni della stagione 2022.

Il serbo ha dovuto trascorrere diversi giorni in un hotel davvero poco confortevole per qualunque persona, facendo fronte a tante problematiche come quella del cibo (circolate foto anche di insetti nel cibo; click per saperne di più).

Tanti in questo caso i commenti che hanno denunciato la situazione, fra cui quella della famiglia di Nole, ma le richieste di trasferimento, di allenamento e di cuoco personale sono state tutte rifiutate dal Governo federale.

Si è arrivati lunedì 10 gennaio al processo che ha dato ragione al 34enne nativo di Belgrado, che è ‘tornato in libertà’ e ha cominciato ad allenarsi verso gli Australian Open. Tuttavia la vicenda non è ancora affatto conclusa, visto che il ministro dell’immigrazione potrebbe impugnare la decisione del giudice e in attesa di novità cancellare nuovamente il visto del vincitore di 20 titoli Slam.

L’attacco del virologo

Sulla questione, il virologo Roberto Burioni è tornato a parlare, rivolgendo sul proprio account Twitter un pesante attacco a Djokovic, riportando quello che è emerso dal processo: “Ha ammesso di non essere vaccinato, quindi di essere un irresponsabile.

Ha ammesso di aver avuto il Covid il 16 dicembre senza isolarsi nei giorni successivi, quindi di essere un pericoloso untore. Serve altro? No. Caso chiuso, per quanto mi riguarda” ha scritto sui social. Un altro duro parere contro il giocatore serbo, che resta comunque fiducioso di poter restare nel Paese e giocare a Melbourne per difendere il titolo, aggiudicato negli ultimi tre anni di fila.