Caso Novak Djokovic, Muguruza: “Spettacolo che non giova al tennis”



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Caso Novak Djokovic, Muguruza: “Spettacolo che non giova al tennis”

La controversia relativa prima all’arrivo e poi alla permanenza di Novak Djokovic in Australia per gli imminenti Australian Open ha vissuto quest’oggi una mini-svolta, che tuttavia attende di essere risolta in maniera definitiva.

Il giudice del tribunale di Melbourne Anthony Kelly, infatti, avrebbe ribaltato la decisione di annullamento del visto per accedere al paese presentato dal numero 1 del mondo, che sui social ‘esulta’ e annuncia di voler competere per il primo Slam del 2022 ad ogni costo.

Dal canto suo, però, il governo australiano considera la faccenda tutt’altro che chiusa e una esclusione di Djokovic dal torneo, pertanto, sarebbe ancora possibile. Nel frattempo si sono susseguite e continuano ad arrivare – oltre ai commenti contrastanti dei tifosi sui social – i pareri degli addetti ai lavori su questa clamorosa vicenda, compresi i colleghi del tennista serbo.

Tra coloro che si sono esposti c’è anche Garbine Muguruza, impegnata nel Wta 500 di Sydney.

Muguruza annuncia: “Sono regolarmente vaccinata”

Il caos legato alla questione Djokovic sta avendo una eco fortissima finendo per entrare anche in tornei diversi dall’Australian Open attualmente in corso come il Wta 500 di Sydney, noto come Sydney Tennis Classic.

Qui in tabellone c’è la spagnola numero 3 del mondo Garbine Muguruza, che beneficia di un bye al primo turno e affronterà una tra Ena Shibahara ed Ekaterina Alexandrova in ottavi di finale. Intervenuta in conferenza stampa alla vigilia del suo esordio, la Muguruza ha risposto pure in merito alla ‘telenovela’ su Novak Djokovic: “Prima o poi tutti dobbiamo vaccinarci – ha dichiarato − , quindi non so perché tante polemiche, è uno spettacolo che non giova affatto al tennis” .

Queste le parole della due volte campionessa Slam, la quale ha poi svelato senza alcun tipo di problema la sua situazione medica: “Sono vaccinata e non ho problemi a dirlo. La verità è entrare in un'erba un po' pericolosa, ma io sono vaccinata e felice di farlo, non vedo perché si deve fare diversamente” .