Caso Novak Djokovic, le ultime prima del processo. Il Governo: “Decidiamo noi…”



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Caso Novak Djokovic, le ultime prima del processo. Il Governo: “Decidiamo noi…”

Poche ore e poi comincerà (mezzanotte ora italiana) un lungo percorso che deciderà il futuro di Novak Djokovic per quanto riguarda la sua partecipazione agli Australian Open. Una delle domande delle ultime ore, alla quale è ancora impossibile dare una risposta, è sicuramente: “il verdetto sarà decisivo e definitivo, risolvendo una volta per tutte un caso che va avanti da tantissimo tempo?” Dalle ultime dichiarazioni e prese di posizioni degli organi coinvolti, tutto lascia presagire che non sarà così e la battaglia legale potrebbe proseguire ulteriormente, aprendo altri scenari interessanti visto che il 17 gennaio comincerà il main draw del primo Grande Slam della stagione e attualmente non si è sicuri che il numero uno al mondo, nonché detentore del titolo dal 2019, sia presente o meno.

Gli ultimi aggiornamenti

Intanto, l'avvocato australiano per l'immigrazione Daniel Estrin non si aspetta che Nole testimonierà durante la sua udienza presso la corte dei visti. Un dettaglio non indifferente per avere una visione completa della complicata vicenda.

Le ultime novità sono relative alla risposta presentata dal Governo federale, che porterà ed esporrà in aula, e pubblicata dal tribunale di Melbourne nelle scorse ore. Tre le argomentazioni principali: l’organo ritiene che il giocatore sia stato trattato in modo equo e il suo arresto è dovuto al fatto che non ha presentato prove sufficienti all'aeroporto; avverte dell'insufficienza di un'infezione precedente per poter ricevere un'esenzione medica; lascia la porta aperta per annullare il visto per la seconda volta nel caso in cui Djokovic vincesse il processo.

Proprio su quest’ultimo punto il Governo ha avvertito che, se ci dovessero essere altri loro ricorsi, potrebbe ritirare il visto del serbo in attesa di ulteriori accertamenti, facendogli perdere in questo modo la possibilità di giocare.

Un provvedimento ovviamente non sicuro in questo momento che venga poi applicato. A confermare l’attuale situazione delle due parti il giornalista Ben Rothenberg: “Due i punti chiave: non esiste una garanzia di ingresso da parte di un non-australiano nel Paese; l'Australia, in quanto paese sovrano, mantiene la massima discrezionalità su chi lascia entrare.

Nella conclusione del documento, in caso di un successo di Nole, è precisato che l’Australia conserva il diritto di trattenere nuovamente Novak” ha dichiarato. Una vittoria del nativo di Belgrado potrebbe aprire probabilmente un nuovo appello e un nuovo processo. I tempi in tal caso sarebbero davvero ridotti e potrebbero compromettere la partecipazione del numero uno al mondo.