John Isner si schiera dalla parte di Novak Djokovic: "Non è giusto"



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John Isner si schiera dalla parte di Novak Djokovic: "Non è giusto"

Continua a far discutere il caso Novak Djokovic. Il campione serbo è stato bloccato all’aeroporto di Tullamarine( Melbourne) per più di sette ore e si è visto rifiutare il visto dopo aver raggiunto l’Australia.

Il belgradese aveva ottenuto un’esenzione medica per poter partecipare agli Australian Open, ma qualcosa non ha funzionato. Sono tanti i tennisti che hanno deciso di esporsi sulla questione e che hanno espresso la propria opinione.

Gli ultimi due, in ordine di tempo, sono stati John Isner e Marin Cilic; quest’ultimo grande amico di Djokovic.

Isner e Cilic dalla parte di Novak Djokovic

L’americano non ha usato troppi giri di parole e ha deciso di supportare Djokovic.

“Quello che Novak sta passando in questo momento non è giusto” , ha scritto Isner su Twitter. “Non esiste nessuna giustificazione per il trattamento che sta ricevendo. Ha seguito le regole, gli è stato permesso di entrare in Australia e ora è detenuto contro la sua stessa volontà.

Questa è una vergogna. Ha il dritto di essere qui e ora sta combattendo una giusta battaglia” .

Il croato, da parte sua, si è mostrato leggermente più diplomatico in conferenza stampa.

“Per me, personalmente, è complicato giudicare qualcosa perché non abbiamo tutti le informazioni complete sul suo caso. Non so se governo australiano doveva decidere prima o meno. Questa è una loro decisione.

Ma guardando la situazione, è decisamente incredibile quello che è successo e quello che sta ancora succedendo, soprattutto a Novak. Sicuramente mi dispiace molto per lui. Spero che la cosa si risolva molto presto” .

Anche Nick Kyrgios, che ha spesso criticato Djokovic in passato, ha voluto far sentire il proprio sostegno e spiegato: "Mi sono vaccinato per gli altri e per la salute di mia madre. Ma il modo in cui stiamo gestendo la situazione di Novak è brutto, davvero brutto.

Questi meme, i titoli… Nole è uno dei nostri grandi campioni ed alla fine è umano. Bisogna fare meglio” .