Novak Djokovic, condizioni ‘infernali’ in Australia. Governo indaga su altri tennisti



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Novak Djokovic, condizioni ‘infernali’ in Australia. Governo indaga su altri tennisti

Poteva metterlo in conto, visto il suo parere contrastante a una campagna mondiale di vaccinazione anti-Covid, ma probabilmente non avrebbe mai immaginato di finire così nei pasticci e in ‘trappola’ a oltre 15 mila chilometri di distanza da casa.

Novak Djokovic sta vivendo sicuramente il suo peggior incubo della carriera agonista da giocatore professionista. Mai gli era accaduta una cosa del genere e le conseguenze per lui potrebbero essere molto pesanti, a livello naturalmente di partecipazione a tornei e di prosecuzione della stagione 2022.

Il serbo sembra essere lontano dal prendere parte alla prossima edizione degli Australian Open e di disputare a Melbourne i primi impegni ufficiali dell’annata. La vicenda si è fatta complicata (e sempre più complessa col passare delle ore) e secondo diverse fonti anche vicine al giocatore le speranze di cambiare la decisione del Governo federale sono minime.

Non è stato certamente un grande trattamento alla frontiera per il numero uno al mondo, interrogato per tantissimo tempo e poi costretto a restare nel Paese, precisamente al Park Hotel, in attesa del processo definitivo sul suo visto in programma nella mattinata australiana di lunedì 10 gennaio.

Djokovic, condizioni ‘infernali’

Nelle scorse ore Nole aveva avanzato e inviato una richiesta di trasferimento in un appartamento che avrebbe affittato lui stesso per attendere il giorno della decisione. Secondo anche quanto riportato da Sasa Ozmo, la domanda di spostamento è stata respinta e dunque l’atleta sarà costretto ad alloggiare nello stesso albergo degli altri profughi e di quelli che chiedono asilo politico.

A quanto dichiarato dalla stampa australiana, al 34enne non sono stati ancora restituiti i suoi effetti personali, anche se su questo aspetto non si hanno conferme. Intanto, la polizia di frontiera australiana sembra che stia indagando sull’esenzione medica ricevuta da altri due giocatori, che sono già a Melbourne e hanno superato tutti i rigidi controlli del caso - riferisce l'emittente statunitense Abc News.

L’intento sarebbe quello di determinare se i requisiti di ingresso nel Paese siano coerenti rispetto agli arrivi di persone non vaccinate.