Barty: “Non parlo di Novak Djokovic ma capisco la frustrazione degli australiani”



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Barty: “Non parlo di Novak Djokovic ma capisco la frustrazione degli australiani”

Da quando Novak Djokovic ha annunciato ufficialmente la sua partecipazione ai prossimi Australian Open non si fa altro che parlare di lui e della tanto discussa esenzione medica che gli permetterebbe di giocare nonostante le forti restrizioni per il contenimento della pandemia da Covid-19.

Il ‘lasciapassare’ concesso al serbo ha però scatenato più commenti positivi che negativi, sia da parte degli appassionati che dai suoi stessi colleghi che lo interpretano come un trattamento di favore.

Alla consueta pressione che essere il numero 1 del mondo comporta in riferimento ai risultati tennistici se ne affianca dunque una buona dose circa i fatti extra-campo. Come se non bastasse, infatti, a detta del quotidiano The Age Djokovic è stato fermato insieme al suo staff all’aeroporto di Tullamarine e sarebbe tuttora lì in attesa di sviluppi.

Sulla faccenda sono intervenuti tanti giocatori, chiamati a rispondere su una vicenda che vista la portata del personaggio non può non essere toccata anche in maniera fugace. Tra questi anche la sua collega primatista Ashleigh Barty, che ha parlato in conferenza stampa al termine del suo match contro Coco Gauff all’Adelaide International 1, evento Wta di categoria 500.

Barty: “Comprendo la frustrazione degli australiani”

Direttamente dal Wta 500 Adelaide International 1, anche la numero 1 del mondo Ashleigh Barty è stata chiamata a dire la sua sul caso che sta impazzando nelle ultime ore: l’esenzione medica concessa a Novak Djokovic per partecipare agli Australian Open da non vaccinato.

Intervenuta ai microfoni dei giornalisti dopo la vittoria su Coco Gauff (4-6 7-5 6-1), la campionessa australiana ha dichiarato: “So quanto sia stato difficile per gli australiani in tutta la nostra nazione, ma in particolare i vittoriani [gli abitanti dello stato del Victoria] hanno avuto un vero e proprio trotto duro negli ultimi due anni.

Capisco perché possano essere frustrati dalla decisione” . Relativamente alle decisioni prese dagli organi competenti e alle motivazioni personali esposte dal diretto interessato Djokovic, la Barty non ha voluto entrare nel merito: “Non è una mia decisione.

Quelle decisioni sono state prese e sono completamente fuori dal mio controllo. In definitiva non ho alcun interesse a parlare della storia medica di Novak” .