I tennisti parlano del caso Novak Djokovic. Herbert: “Non vorrei essere al suo posto”



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I tennisti parlano del caso Novak Djokovic. Herbert: “Non vorrei essere al suo posto”

La vicenda dell’esenzione medica concessa a Novak Djokovic e pochi altri tennisti (non ancora rivelati) per partecipare all’edizione 2022 degli Australian Open sta creando discussione nel mondo del tennis da un giorno.

Il serbo, non vaccinato e che ha sempre mantenuto una linea di contrasto alla somministrazione anti-Covid senza mai ricredersi al momento, è così riuscito a spuntarla e a non mettere a rischio il suo inizio di stagione.

Il nativo di Belgrado sarà la testa numero uno del tabellone principale e difenderà il titolo che ha conquistato per tre volte consecutive, dal 2019, negli ultimi anni. A commentare il caso, divenuto mondiale in pochissimo tempo, sono stati i suoi colleghi tennisti, interrogati dai media durante le conferenze stampa al termine di una partita ufficiale (si sta giocando a Melbourne e a Sydney in Atp Cup, anche se i risultati del campo sono passati un po’ in secondo piano in questo momento) e interviste rilasciate alla stampa.

I pareri degli atleti

Anche giocatori non vaccinati, che hanno già annunciato di non prendere parte al torneo Slam in terra oceanica, hanno espresso il loro parere. Lo statunitense Tennys Sandgren ha spento la polemica e difeso Nole sul proprio account Twitter: “Rivendicazione? Fottute str****te.

Spero che vinca tutto”. L’argentino Diego Schwartzman ha invece affermato: “Non ho intenzione di esprimere la mia opinione, sono cose private e decisioni personali di ciascuno e delle autorità competenti.

Non ha senso per me entrare in polemica”. Interrogato da ‘L’Equipe’, anche Pierre-Hugues Herbert, uno dei primi tennisti ad annunciare che non avrebbe partecipato, ha espresso la sua opinione: “È una cosa che non mi scandalizza, non mi sorprende.

Non vorrei essere al suo posto quando scende l’aereo: non credo che riceverà un’accoglienza dignitosa da numero uno. C’è speranza di uscire da una questione ultra-divisiva. In questo momento il futuro è molto oscuro per i non vaccinati.

So che mi sto sparando ai piedi ma ho libertà di rifiutare l’inoculazione. Quando ho preso questa decisione, ero consapevole che qualche torneo mi avrebbe negato l’ingresso” ha spiegato la sua posizione.