Becker: "Novak Djokovic è più avanti di Roger Federer e Rafael Nadal"



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Becker: "Novak Djokovic è più avanti di Roger Federer e Rafael Nadal"

Il 2021 è stato un anno speciale per Novak Djokovic, avendogli consentito di azzerare il gap che lo separava da Roger Federer e Rafael Nadal nella classifica all-time degli Slam. Il numero 1 del mondo si è aggiudicato i primi tre Major stagionali, per poi raggiungere la finale anche agli US Open.

Bloccato dalla tensione e stremato fisicamente, il serbo si è dovuto arrendere ad un impeccabile Daniil Medvedev sull’Arthur Ashe Stadium. Il 34enne di Belgrado è tornato in campo un paio di mesi dopo a Parigi-Bercy, dove ha messo in bacheca il 37° Masters 1000 della sua carriera.

In aggiunta, Nole ha chiuso la stagione al numero 1 ATP per la settima volta in assoluto (staccando il suo idolo Pete Sampras). Decisamente più magro il bottino di Roger Federer e Rafael Nadal, entrambi limitati da una serie di problemi fisici.

Lo svizzero ha giocato appena 13 match ufficiali nel 2021, mentre lo spagnolo ha preso parte a soli sette tornei ufficiali (conquistando due trofei). Ai microfoni di Eurosport, Boris Becker ha affrontato la questione del GOAT e non solo.

Becker incorona Nole Djokovic

“I numeri non mentono e bisogna tenerne conto” – ha esordito Becker. “Il numero di settimane in vetta al ranking ATP costituisce una statistica importantissima. Tralasciando per un attimo il numero di Slam vinti, Novak Djokovic è molto più avanti di Roger Federer e Rafael Nadal nelle altre voci statistiche.

Se tutti e tre smettessero di giocare in questo momento, Nole dovrebbe essere riconosciuto come il più grande di sempre” – ha aggiunto il tedesco. Boris si è soffermato anche su Re Roger: “Federer ha già realizzato tante imprese che nessuno credeva possibili.

Ecco perché non escludo del tutto un suo ritorno ad alti livelli. Non sarà facile, visto che il tennis sta cambiando e ci sono tanti giovani in rampa di lancio. Non si può pretendere che faccia miracoli in eterno”.

Il 40enne di Basilea ha dovuto salutare la Top 10 per la prima volta dal 2017, un’ulteriore testimonianza della fine di un’epoca.