Ulises Badio difende Novak Djokovic dalle critiche



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Ulises Badio difende Novak Djokovic dalle critiche

Novak Djokovic è senza dubbio uno dei più grandi tennisti di ogni epoca. Il numero 1 del mondo si è recentemente aggiudicato il torneo di Parigi-Bercy, mettendo in bacheca il suo 37° Masters 1000 e staccando Rafael Nadal in questa speciale classifica.

Il fuoriclasse serbo è andato ad un passo dal ‘Calendar Grand Slam’ quest’anno, aveva conquistato con pieno merito i primi tre Slam stagionali. Nella finale degli US Open la tensione e la stanchezza hanno bloccato il 34enne di Belgrado, arresosi nettamente a Daniil Medvedev sull’Arthur Ashe Stadium.

Nole avrà un'ulteriore chance di issarsi a quota 21 Major ai prossimi Australian Open, ma la sua presenza a Melbourne è ancora avvolta nel mistero. Nel frattempo, Djokovic è impegnato alle ATP Finals di Torino.

Il belgradese se la vedrà con Alexander Zverev sabato per un posto in finale. Ricordiamo che Novak è già certo di chiudere l’anno in vetta al ranking ATP per la settima volta nella sua strepitosa carriera.

In una recente intervista concessa ad ‘AS’, il suo fisioterapista Ulises Badio ha espresso la sua opinione sulle frequenti critiche rivolte a ‘Nole’.

Badio difende Novak Djokovic

“Ricevere delle critiche non capita soltanto a Novak Djokovic, ma a qualsiasi essere umano.

Prima di inquadrare un uomo come il cattivo del film, bisogna fare molta attenzione. Chi è senza peccato, scagli la prima pietra. Tanta gente pretende di sparare sentenze su Nole senza conoscerlo minimamente e non posso negare che questo lo ferisca.

Si tratta perlopiù di attacchi gratuiti sospinti dall’antipatia” – ha confidato Badio. La forza mentale ha sempre permesso a Djokovic di uscire a testa alta dalle situazioni più complicate. “Durante tutta la sua carriera, Novak ha avuto la capacità di trasformare la negatività in energia positiva.

Ha imparato dai suoi errori e ne ha tratto degli insegnamenti utili” – ha aggiunto il fisioterapista. È dal 2015 che il serbo non vince il Masters di fine anno, un digiuno troppo lungo per una leggenda come Djokovic. Vedremo se la prima edizione torinese gli porterà fortuna.