Novak Djokovic: “In Italia mi sento a casa”. Poi analizza la vittoria con Rublev



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Novak Djokovic: “In Italia mi sento a casa”. Poi analizza la vittoria con Rublev

Novak Djokovic non sbaglia e dopo due partite alle Nitto Atp Finals ha staccato il pass per le semifinali. Percorso finora netto per il tennista serbo, che non ha lasciato alcuna possibilità di contrastare i suoi successi agli avversari Casper Ruud e Andrey Rublev.

Il numero uno del mondo ha dimostrato ancora una volta la grande continuità nei risultati e le poche difficoltà riscontrate nella competizione riservata ai migliori otto della classifica ‘Race’. Le due gare sono state quasi in fotocopia: partito sempre contratto e subendo un break, ha reagito da grande campione e si è preso presto il controllo assoluto dei match.

Il russo, ultimo a sfidarlo, ha cercato in tutti i modi di resistere al dominio del nativo di Belgrado, ma non c’è stato davvero nulla da fare.

Le sue parole

Al termine del confronto, Nole si è raccontato in un’intervista rilasciata in campo, sottolineando l’ottima prova: “Ho giocato molto bene, particolarmente nei turni di servizio.

L’ottimo rendimento e i 12 aces mi hanno aiutato molto, considerando le condizioni che abbiamo qui (più veloci rispetto ad altri tornei)”. Poi ha proseguito: “Nel primo set ho trovato buone risposte e ho messo in difficoltà Rublev, che non ha giocato il suo miglior tennis commettendo tanti errori.

Quando servi bene, hai ovviamente meno problemi e più fiducia, specialmente quando hai 34 anni (scherza). Mi sento giovane, perché tutti in questo torneo hanno un’età media molto bassa e io mi sento come loro”.

Il serbo ha analizzato un aspetto interessante: “Sono molto grato per l’opportunità di giocare a questo livello, contro tennisti di primissimo livello. Non è facile disputare un match con questi giocatori che sono alti e hanno tanta forza, come Medvedev, Zverev, Berrettini, che servono a 200-220km/h.

Anche Rublev, che per tutta la partita ha piazzato i colpi sulla riga” ha aggiunto. Una battuta anche sul pubblico e sugli obiettivi futuri: “In Italia mi sento sempre a casa. Le mie ambizioni restano alte. Hai una pressione incredibile, perché tutti vogliono battermi essendo il numero uno del mondo.

Ho sempre la motivazione e l’aspirazione di rimanere in vetta. Ci metto le stesse ore di lavoro come gli altri, questi traguardi bisogna meritarli” ha concluso, tra gli applausi del PalaAlpiTour di Torino. Photo credit: La Presse.