Boynton: "Ecco cosa distingue Novak Djokovic dal resto dei giocatori"



by   |  LETTURE 2393

Boynton: "Ecco cosa distingue Novak Djokovic dal resto dei giocatori"

Novak Djokovic ha confermato di essere di un altro pianeta quest’anno. Il numero 1 del mondo si è infatti aggiudicato tre Major e ha sfiorato il ‘Calendar Grand Slam’. Ad una sola vittoria dal traguardo, il fuoriclasse serbo si è arreso nettamente a Daniil Medvedev nell’ultimo atto degli US Open.

Il 34enne di Belgrado ha ricevuto una bellissima standing ovation dal pubblico dell’Arthur Ashe Stadium, che desiderava assistere dal vivo ad un pezzo di storia del tennis. In caso di successo a Flushing Meadows, Nole sarebbe diventato il secondo uomo nell’Era Open dopo Rod Laver a conquistare tutti e quattro gli Slam nello stesso anno.

Nel corso di una recente intervista per il sito dell’ATP, Craig Boynton – coach di Hubert Hurkacz – ha rivelato cosa distingue Djokovic dal resto dei giocatori. Il 2021 è stato un anno da ricordare per il tennista polacco, capace di vincere un Masters 1000 (Miami), di arrivare in semifinale a Wimbledon (dopo aver battuto Roger Federer) e di qualificarsi per le ATP Finals di Torino.

Djokovic ha sfiorato il 'Calendar Grand Slam'

“Novak Djokovic è paragonabile ad un'automobile che si muove senza aver bisogno dei comandi. Ha così tanta esperienza che riesce ad uscire da qualsiasi situazione.

Tutti gli altri giocatori non hanno ancora raggiunto quel livello. Mi riferisco soprattutto ai Next Gen” – ha spiegato Boynton. Non poteva mancare un giudizio sulla stagione di Hurkacz: “Non avevo dubbi che prima o poi sarebbe arrivato fra i migliori.

Devo ammettere che è stato più veloce di quanto non fosse lecito aspettarsi. Avevo detto alla gente che l’autunno del 2021 sarebbe potuto essere il suo momento, ma lo scoppio della pandemia aveva modificato i nostri piani.

Credevo che si sarebbe qualificato per le ATP Finals nel 2022, invece mi ha sorpreso la rapidità con cui ce l’ha fatta. La somiglianza con Andy Murray? Hubi ricorda Andy soprattutto per il modo in cui si muove.

I colpi da fondo campo sono simili, anche se la risposta di Murray rimane fuori scala. Quello è un fondamentale su cui stiamo ancora lavorando”.