Novak Djokovic svela se e quando deciderà di andare agli Australian Open 2022



by   |  LETTURE 6342

Novak Djokovic svela se e quando deciderà di andare agli Australian Open 2022

È uno degli argomenti più discussi all'interno del mondo del tennis e che incuriosisce tutti gli appassionati di tennis. Con il ritorno in scena del numero uno al mondo non potevano mancare domande riguardo la presenza del campione serbo Novak Djokovic ai prossimi Australian Open, in programma ad inizio 2022.

La situazione in Australia è ancora in attesa di conferme ufficiali, ma sembra che coloro che non sono muniti di vaccinazione non possano partecipare al primo torneo del Grande Slam del prossimo anno. È una situazione che riguarda particolarmente Novak Djokovic.

In passato, a più riprese, il venti volte campione di titoli del Grande Slam, ha mostrato dubbi riguardo la vaccinazione per il Covid-19, al momento non ha fatto sapere se si è vaccinato oppure no e quindi un suo eventuale diniego al torneo australiano significherebbe (probabilmente) una decisione dovuta al vaccino.

Novak Djokovic ne ha parlato in conferenza stampa, in vista del torneo Masters 1000 di Parigi-Bercy.

Le parole di Novak Djokovic sulla presenza agli Australian Open

Il tennista serbo ha risposto a tutte le domande dei media ed ha commentato la sua situazione in vista degli Australian Open: "Per quanto riguarda l'Australian Open 2022, prenderò la decisione solo una volta che Tennis Australia renderà note le sue decisioni su come andare in Australia.

Al momento non c'è nulla di ufficiale e quindi è inutile discuterne. Non voglio nuovamente essere protagonista di altre storie e congetture e quando conosceremo i requisiti ufficiali per viaggiare in Australia e poter giocare il torneo, allora deciderò cosa fare e renderò nota la mia posizione"

Novak Djokovic non gioca dalla finale degli Us Open, torneo che lo vide sconfitto dal russo Daniil Medvedev. In quella gara Novak scoprì un nuovo legame con il pubblico ed ha dichiarato: "Spero di avere sempre quel rapporto con il pubblico d'ora in poi, sia in Francia che altrove.

Quello che ho sentito a New York è stato speciale, in 15 anni di carriera non ho mai ricevuto quello e per questo mi sono commosso, posso solo essere grato a loro. È vero comunque che fu un giorno triste. È stata una delle giornate più importanti della mia carriera, non ho vinto ma ho tratto una grande vittoria personale da tutto ciò"