Un ministro australiano: “Sarebbe un peccato se Djokovic non partecipasse agli AO”



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Un ministro australiano: “Sarebbe un peccato se Djokovic non partecipasse agli AO”

Il quadro sembra delinearsi pian piano, ma sono ancora tanti gli aspetti incerti e non definiti dagli organizzatori del torneo. Continuano a esserci diversi dubbi sulle modalità e regole da rispettare da parte dei tennisti per prendere parte alla prossima edizione degli Australian Open.

Sotto i riflettori è finito il divieto degli atleti non vaccinati a non poter ottenere il visto per entrare nel territorio oceanico e dunque nemmeno di partecipare al primo Grande Slam della stagione 2022: un ‘problema’ per circa il 35% del circuito Atp e il 40% per quanto riguarda quello Wta.

Molti giocatori hanno comunque dichiarato di volersi togliere dagli impicci ed effettuare la somministrazione contro il Covid-19 al termine dell’annata, così da poter approdare agli AO senza particolari difficoltà burocratiche.

Fra questi sono presenti i nomi di Stefanos Tsitsipas e Andrey Rublev. Discorso differente per Novak Djokovic, le cui idee sull’inoculazione hanno fatto scalpore, che ha già dichiarato a più riprese di non voler annunciare pubblicamente se riceverà prossimamente il siero o meno.

In caso negativo, il serbo potrebbe non giocare il primo appuntamento Major.

“Sarebbe un peccato se…”

Il governo australiano è sempre rimasto sulla posizione di non concedere visti nel Paese a persone non coperte da due dosi di vaccino, bensì di consentire l’entrata a fronte di ben due settimane obbligatorie di quarantena.

Il ministro federale del commercio e del turismo Dan Tehan si è espresso in merito al tema in un’intervista a Sunrise: “Dobbiamo usare il buon senso. Se riusciamo a portare i tennisti, specialmente i migliori al mondo, credo che la giusta proposta sia di disporre i 14 giorni di isolamento, anziché non permettergli di giocare” ha dichiarato.

Poi ha aggiunto e concluso sul numero uno della classifica: "Nole è stato un assoluto sostenitore degli Australian Open e uno dei più grandi che abbia mai giocato all'evento. Sarebbe un peccato se non si troverà un modo, affinché lui possa venire e difendere il titolo, che detiene dal 2019”.