Dellien e il match contro Djokovic a Tokyo 2020: "É stato un momento indimenticabile"



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Dellien e il match contro Djokovic a Tokyo 2020: "É stato un momento indimenticabile"

Hugo Dellien ha avuto la possibilità di rappresentare il proprio Paese alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Il boliviano ha potuto coronare in Giappone uno dei suoi più grandi sogni e ha affrontato al primo turno il suo idolo Novak Djokovic.

Il serbo, dopo aver battuto Dellien, si è poi fermato in semifinale e non è riuscito a conquistare la medaglia di bronzo nella finale per il terzo e il quarto posto contro Pablo Carreno Busta. In un’intervista esclusiva a Punto de Break, Dellien ha provato a raccontare le emozioni provate durante la partita contro Djokovic.

Ricordiamo che il giocatore classe 1993 al termine dell’incontro ha chiesto e ottenuto la maglia del 20 volte campione Slam.

Dellien ricorda la partita giocata a Tokyo contro Djokovic

"Era l'ultimo grande obiettivo.

Ho avuto l'opportunità di giocare contro Novak Djokovic nel suo periodo migliore ed è stato indimenticabile. Tutto quello che ho provato in quel momento l'ho espresso sui miei profili social e, anche se non ho potuto competere al livello che avrei voluto, è stata una partita indimenticabile.

Un match che rimarrà per sempre nella mia memoria. Posso solo ringraziare il tennis per questo" . Dellien ha vinto poche settimane fa il Challenger di Lima concedendo un solo set ai propri avversari. "2021? La verità è che ho raggiunto pessimi risultati.

Salvo pochi tornei. In quest'ultimo girone potrei inserire il Masters 1000 di Roma e le semifinali al Challenger di San Marino, ma in generale non ho ho provato buone sensazioni in campo. Comunque ho sempre cercato di guardare avanti e fortunatamente ho trovato il modo di tornare ad essere competitivo, il che sta dando i suoi frutti, come la vittoria a Lima testimonia.

Sono un punto di riferimento in Bolivia? Sono sicuro di essere un punto di riferimento, perché ho ottenuto cose che molti bambini che giocano a tennis in Bolivia vogliono raggiungere. Mi fanno sentire sempre il loro supporto, ma bisogna metterlo da parte perché comporta più pressione di quella che già genera il tennis.

È uno sport sempre più competitivo e se si aggiunge ulteriore pressione finisci per andare in difficoltà" .