Toni Nadal: "Novak Djokovic non si è comportato sempre da numero 1"



by   |  LETTURE 3088

Toni Nadal: "Novak Djokovic non si è comportato sempre da numero 1"

I Big 3 hanno scritto pagine indimenticabili di storia del tennis e la loro legacy è destinata a durare per tantissimo tempo. Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic sono appaiati a quota 20 Slam ciascuno, un motivo in più per seguire con la massima attenzione la prossima annata.

Il fuoriclasse serbo ha sfiorato il ‘Calendar Grand Slam’ nel 2021 ed è il principale indiziato a chiudere la carriera con il maggior numero di Slam in bacheca. Lo svizzero e lo spagnolo, dal canto loro, stanno facendo i conti con numerosi problemi fisici negli ultimi mesi.

Roger ha compiuto 40 anni lo scorso agosto e si è sottoposto all’ennesima operazione al ginocchio, oltre ad essere uscito dalla Top 10 per la prima volta dal 2017. Leggermente migliore la situazione di Rafa, che ha disputato sette tornei ufficiali in questa stagione raccogliendo un paio di trofei.

Il 35enne di Manacor ha subito un piccolo trattamento al piede nelle scorse settimane e auspica di tornare in buona forma per gli Australian Open 2022. Ospite del podcast ‘Tres Iguales’, Toni Nadal illustrato per quale motivo Nole è stato spesso oggetto di trattamenti ostili da parte dei fan di questo sport.

Toni Nadal bacchetta Nole Djokovic

“Innanzitutto, Novak Djokovic ha avuto la sfortuna di salire alla ribalta quando il tour era già focalizzato sul duopolio tra Roger Federer e Rafael Nadal. C’era una rivalità molto accesa fra loro, grazie anche agli stili diversi e alle personalità opposte.

Tutto ciò era entrato nel cuore e nella mente delle persone” – ha spiegato Toni. “In secondo luogo, l’ego ha tradito Nole in più di una circostanza. Non si può negare che il serbo abbia avuto alcuni comportamenti incompatibili con il suo status di numero 1 al mondo” – ha aggiunto l’iberico.

Toni ha infine analizzato com’è cambiato il tennis negli ultimi anni: “Adesso è diventato un gioco di velocità, non c’è quasi più strategia. La rapidità è il fattore dominante oggi nella costruzione dei punti, mentre nei primi anni della carriera di Rafa era diverso. I giovani sono meno disposti a ragionare e si concentrano maggiormente sul colpire forte”.