Pilić: “L’Occidente ha un problema se Djokovic è il migliore”



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Pilić: “L’Occidente ha un problema se Djokovic è il migliore”

Il dibattito su chi sia il GOAT del tennis è sempre aperto. Roger Federer, Rafa Nadal e Novak Djokovic non possono non essere costantemente sulla bocca di tutti, sebbene i primi due siano fermi ormai da tempo per problemi fisici.

Come in tutti gli sport quando si parla di leggende assolute l’opinione pubblica ma anche gli esperti del settore parteggiano per qualcuno. Essere divisivi è nella natura dei più grandi della storia. Non può dunque sottrarsi a questo ‘ruolo’ il pluricampione serbo, quest’anno a un passo dalla mastodontica impresa del ‘Calendar Grand Slam’ che mancava da ben 52 anni.

Sarà che i suoi rivali più illustri non erano presenti o comunque non sempre al 100%, fatto sta che Djokovic ha saputo conquistare il gradino più alto del ranking a prescindere da chi partecipava ai tornei e chi affrontava in campo.

Quest’anno ha consolidato il primato mondiale vincendo a Wimbledon nella storica finale per i colori azzurri contro Matteo Berrettini, salvo poi capitolare agli US Open sotto i colpi di Daniil Medvedev ma soprattutto della pressione.

Da quando ha cominciato la sua scalata, chi ha parlato di Djokovic ha teso a incastonarlo in un discorso comparativo con Federer, Nadal e altri grandi tennisti e chi, come Nikola Pilić, lo pone in una rivalità ancor più grande come quella con l’intero Occidente.

Pilić e l’avversione dell’Occidente verso Djokovic

Facciamo un passo indietro. All’età di 12 anni Djokovic si trasferisce in Germania con la sua famiglia e per coltivare il suo sogno di diventare un tennista professionista sceglie di formarsi presso l’accademia di Nikola Pilić, detto ‘Nikki’.

L’ex giocatore jugoslavo che è stato numero 6 del mondo e finalista al Roland Garros nel 1973 pose il giovane Novak sotto la sua ala. Lo stesso Djokovic lo ha definito un padre tennistico per lui. Pilić, dal canto suo, ha dichiarato a più riprese di ritenerlo il GOAT, ma in una recente intervista concessa a Tennismajors.com ha inasprito i toni.

Secondo lui, infatti, i risultati raggiunti da Djokovic hanno rappresentato un problema per l’intero Occidente, dai giornalisti all’opinione pubblica: “Penso che il suo successo abbia danneggiato l'Occidente.

Per come capiscono le cose, il livello che Djokovic ha raggiunto era riservato a qualcuno dell'Occidente. È allora che è giunto un ragazzo di un piccolo paese per dominare il mondo del tennis", dice l'82enne Pilić.

"Se Roger Federer avesse fatto quello che Nole ha fatto agli US Open dell'anno scorso, non sarebbe stato squalificato. L'Occidente ha un problema se Djokovic è il migliore” ha concluso.