Jensen analizza lo straordinario rovescio bimane di Novak Djokovic



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Jensen analizza lo straordinario rovescio bimane di Novak Djokovic

Novak Djokovic si è reso autore di uno straordinario 2021, a cui non è riuscito a mettere la ciliegina sulla torta. Il numero 1 del mondo si è aggiudicato i primi tre Slam stagionali, battendo altrettanti esponenti della Next Gen in finale (Daniil Medvedev agli Australian Open, Stefanos Tsitsipas al Roland Garros e Matteo Berrettini a Wimbledon).

Dopo aver trionfato a Church Road, è divenuto chiaro come Nole volesse diventare il secondo uomo nell’Era Open dopo Rod Laver a realizzare il ‘Calendar Grand Slam’. Giunto a New York con un enorme carico di pressione, il 34enne di Belgrado ha raggiunto la finale nonostante qualche distrazione di troppo nei round precedenti.

Ad un passo dall’appuntamento con la leggenda, il serbo si è sciolto come neve al sole racimolando le briciole contro uno scatenato Medvedev. Djokovic proverà a superare gli eterni rivali Roger Federer e Rafael Nadal agli Australian Open 2022, ma il sogno di completare il Grande Slam potrebbe essere svanito per sempre.

In una lunga conversazione su Tennis Channel, l’ex campione del Roland Garros in doppio Murphy Jensen ha analizzato il fenomenale rovescio a due mani di Novak.

Djokovic si è reso autore di uno straordinario 2021

“Il rovescio di Novak Djokovic è senza dubbio uno dei colpi più incredibili nella storia del tennis” – ha esordito Jensen.

“Lui ha la capacità di guardare la pallina fino all’ultimo istante prima di colpire, il che rende ancora più difficile l’esecuzione. Mi ricorda parecchio Roger Federer sotto questo aspetto” – ha aggiunto l’americano.

Lo stesso Federer si è complimentato con Nole per il suo 2021 in una recente intervista a GQ Magazine. “Francamente, ritengo che sia pazzesco che tutti e tre siamo arrivati a 20 Slam. Quando sono diventato un professionista, il record era rappresentato dai 12 di Roy Emerson.

Poi Sampras lo ha eguagliato e si è spinto fino a 14. Credo che Novak Djokovic e Rafael Nadal si trovino in un punto della carriera diverso rispetto a quello in cui sono io. Tutti e tre vorremmo continuare a vincere, ma la mia prospettiva è leggermente diversa” – ha spiegato Re Roger.