Toni Nadal: "Non si può ignorare il cambiamento di cui parlava Djokovic…"



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Toni Nadal: "Non si può ignorare il cambiamento di cui parlava Djokovic…"

La sconfitta di Novak Djokovic nella finale degli US Open rappresenta una di quelle svolte definibili epocali. Dopo aver dominato per un anno intero portando a casa tre Slam, il serbo è caduto proprio a un passo dal traguardo del "Grande Slam" facendosi sfuggire dalle mani il quarto.

Tanti sono i fattori che hanno influito, senza ovviamente negare i grandi meriti del suo avversario Daniil Medvedev. Il numero 2 del mondo ha giocato una partita praticamente perfetta sin da subito riuscendo a imbrigliare Djokovic, che non è mai riuscito a impensierirlo realmente.

Il successo del russo è stato interpretato come un ‘cambio della guardia’ in primis dal campione di Belgrado: "Penso che sia già iniziato in un certo senso – aveva dichiarato al termine della sfida −, con Dominic Thiem che ha vinto qui l'anno scorso.

Daniil, non so se è il numero 1 ora o se lo sarà presto. La transizione era inevitabile" . Cambiamento che, a detta di Toni Nadal, "non può essere ignorato" . L’ex allenatore di suo nipote Rafael, in un suo articolo per El País, è tornato sulla finale degli US Open provando a spiegare la debacle di Djokovic.

Toni Nadal spiega la sconfitta di Djokovic con Medvedev

In uno dei suoi consueti articoli per El País l’ex allenatore e ‘padre’ tennistico di suo nipote Rafael, Toni Nadal, ha parlato nuovamente della finale degli US Open tra Djokovic e Medvedev.

In particolare si è soffermato sugli elementi che, a suo giudizio, sono stati la causa della clamorosa sconfitta del serbo: "Potremmo dire che il break iniziale di Medvedev lo ha trasformato in Djokovic. Questo ha ammaccato il giocatore serbo, che ha visto rapidamente che la tattica che aveva pianificato con lunghi scambi da dietro non avrebbe funzionato per lui, dato che il russo era disposto a soffrire.

O che il nuovo campione è riuscito a servire molto bene per tutta la partita. E che merita il titolo ed è un forte candidato per gli altri che verranno", ha scritto Toni. "Ma non possiamo ignorare quel cambiamento di cui [Djokovic] parlava − ha concluso −, perché si può vedere in quelle lacrime del grande campione serbo giocando uno degli ultimi giochi del terzo set"