Ex top 5 difende la PTPA di Novak Djokovic: “Non ha bisogno di soldi”



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Ex top 5 difende la PTPA di Novak Djokovic: “Non ha bisogno di soldi”

È trascorso ormai un anno dalla nascita della ‘Professional Tennis Players Association’ (PTPA), desiderata dal numero uno del mondo Novak Djokovic e dal canadese Vasek Pospisil, creata in aperta opposizione all’Association Tennis Professional (ATP) e volta a tutelare anche i giocatori e le giocatrici che si trovano più in basso nel ranking.

Ad oggi, il nuovo organismo non ha tuttavia ancora assunto uno status legale e continua a dividere l’opinione pubblica, tra coloro a favore e chi contro.

Dell: “Djokovic lo ha fatto per i giocatori”

L’americano Donald Dell, nato nel 1938, ha raggiunto la 5° posizione del ranking nel lontano 1961, nell’era ‘pre’ Open.

Nello stesso anno ha disputato i quarti di finale agli Us Open, battuto dal grande Rod Laver con il punteggio di 6-4 7-9 6-3 6-4. In un recente articolo scritto per la rivista Sport Illustrated, Dell ha difeso la scelta di Nole: “Djokovic di certo non lo sta facendo per se stesso.

Non ha bisogno di soldi, avendo guadagnato più di 151 milioni di dollari sul campo, per non parlare di tutte le sponsorizzazioni. Non ha nemmeno bisogno di distrazione”. Dopo aver conquistato i trofei degli Australian Open, del Roland Garros e di Wimbledon, a Djokovic è mancata solo una partita per realizzare il Grand Slam, essendo stato fermato nella finale di Flushing Meadows dal russo Daniil Medvedev in tre set.

Novak è comunque certo della sua partecipazione alle ATP Finals di Torino, dove tenterà di eguagliare il record di Roger Federer (sei vittorie complessive). Dell ha proseguito: “Nessuno lo avrebbe incolpato se si fosse fatto da parte e avesse lasciato a Pospisil il lavoro pesante, mentre lui andava alla ricerca di una delle più grandi imprese nel tennis, qualcosa che non è mai stato eguagliato in più di mezzo secolo.

Ma lui dice che col suo successo è derivata una grossa responsabilità, cioè garantire che la prossima generazione di giocatori – quelli classificati oltre la 150° posizione – possa condurre una vita dignitosa”. Photo Credit: Zazoom