Djokovic e la pressione della storia: "Se ne parlo mi pesa mentalmente"



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Djokovic e la pressione della storia: "Se ne parlo mi pesa mentalmente"

Dopo una schiacciante vittoria contro Matteo Berrettini, Novak Djokovic ha fatto un altro piccolo passo verso il riscrivere per sempre la storia del tennis. Il Grande Slam, che manca ormai dai tempi di Rod Laver nel circuito maschile, dista solo due partite, sei set da vincere per l’attuale numero uno al mondo e conquistare il ventunesimo trofeo slam della sua carriera, il quarto Us Open.

Un trofeo che non solo lo consegnerebbe alla storia per aver vinto tutti e quattro gli slam nel corso di un anno solare, ma che lo renderebbe il tennista più vincente in termini dei quattro tornei più importanti al mondo, superando Roger Federer e Rafael Nadal, fermi ai box a quota venti ciascuno.

Dopo il primo set perso contro Berrettini, Novak Djokovic è tornato l’alieno che eravamo abituati a conoscere e che, invece, nel corso di questa edizione di Flushing Meadows sembrava essere tornato a faticare come un semplice essere umano.

Tre set in cui Nole non ha sbagliato praticamente nulla, annullando qualsiasi giocata di Matteo e mettendo forse da parte quella pressione che lo sta accompagnando da quando ha messo piede negli States e che torna in ogni conferenza stampa.

La stessa che lo sta infastidendo.

L’irritazione di Djokovic per la domanda sul grande slam

Al termine della partita dei quarti di finale vinta contro Berrettini, il serbo si è concesso nella classica conferenza stampa post-partita, rispondendo infastidito ad alcune domande che i giornalisti gli hanno posto sull’argomento delle ultime due settimane: la possibilità di fare la storia del tennis.

“Ne ho abbastanza di rispondere a questo – ha detto Djokovic - L'ho detto milioni di volte, ovviamente, sono consapevole della storia e, naturalmente, mi motiva. Ultimamente mi è stato chiesto tutto il tempo e se comincio a pensarci troppo e a parlarne, mi pesa mentalmente.

Sono in una posizione davvero unica, sono molto grato per questo e sono ispirato a giocare il mio miglior tennis. Ciò che funziona per me è arrivare al punto, pensare a ogni gioco che viene fuori, questo è ciò che funziona davvero mentalmente per me”. Photo Credit: Getty Images