Ivanisevic su Djokovic: “Più pressione sente, più gioca meglio”



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Ivanisevic su Djokovic: “Più pressione sente, più gioca meglio”

Prosegue senza grossi patemi la corsa al “Calendar Grand Slam” di Novak Djokovic, che ieri ha staccato il pass per i quarti di finale battendo Jenson Brooksby. Per circa un set e mezzo il numero 1 del mondo ha subito un po’ la spinta del giovane talento statunitense, salvo poi trovare le contromisure e vincere i successivi e decisivi tre set.

Al turno successivo si ripropone l’ennesima sfida in una prova dello Slam con Matteo Berrettini, la seconda tra i migliori otto dopo quella al Roland Garros. Il bersaglio grosso – che non viene centrato da Rod Laver nel 1969 − è dunque sempre più visibile agli occhi di Djokovic, ma essere il principale favorito produce un’immane pressione non sopportabile da chiunque.

A elogiarne la forza mentale è stato uno dei suoi allenatori, l’ex numero 2 del mondo e campione a Wimbledon Goran Ivanisevic, intervistato dal sito ufficiale dell’Atp Tour.

Ivanisevic: “Novak il più forte giocatore della storia del tennis”

In occasione della cerimonia di introduzione nella International Tennis Hall of Fame di Newport in luglio, Goran Ivanisevic ha concesso un’intervista al sito ufficiale dell’Atp Tour.

L’ex campione croato ha sottolineato ancora una volta le straordinarie doti di Djokovic, specie quelle mentali: “Sarà senza dubbio sotto pressione – ha detto Ivanisevic in merito alla conquista del quarto Slam stagionale – ma Novak è un ragazzo che più è sotto pressione e più gioca meglio.

Questo è ciò che fa di lui un così grande campione ed è il motivo per il quale è il miglior giocatore della storia di questo sport secondo me”. “Sette, otto anni fa – ha aggiunto −, quando non ero neanche vicino a far parte del suo team, dissi che l'unica persona in grado di vincere quattro Grandi Slam in un anno era lui, indipendentemente dai risultati o dagli Slam vinti”.

Seppur dotato ormai di una sorta di corazza che gli allevia la pressione nei momenti cruciali, Djokovic vive quotidianamente col peso delle aspettative: “Lui sente la pressione. Tutti sentono la pressione. Si può vedere nelle partite che, talvolta, gioca meglio.

Non ha giocato sette partite perfette a Wimbledon, ma ha vinto. Non si nota così tanto perché sta vincendo", ha detto Ivanisevic. "Non dico che vincerà di sicuro, perché non si può dire che vincerà sette partite.

Saranno due settimane lunghe”. I risultati subito precedenti agli US Open non sono stati pienamente soddisfacenti per uno come Djokovic, su tutti quello della mancata conquista della medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Tokyo, sottrattagli da Carreño Busta.

Ciò ha comportato del chiacchiericcio intorno al serbo, ma è proprio in questi casi che si carica e prospera, a detta di Ivanisevic: “Molte persone diranno: 'Ok, non lo so' Ma lui? Lui dice: 'Fatti sotto, ti farò vedere chi sono in campo'", ha dichiarato.

"Guardatelo, ha vinto tre Grandi Slam di fila! Ha già fatto la storia e può scrivere una storia ancora più grande. È una persona incredibile, puoi imparare molte cose da lui”. Il prossimo ostacolo sul cammino di Djokovic è Matteo Berrettini, che ha eliminato il tedesco Otte ieri.

È il terzo incrocio in uno Slam tra il numero 1 del mondo e il romano, giunto intanto al suo best ranking. Le aspettative sono molto più alte per il serbo che non per l’azzurro, il che potrebbe rappresentare un’insidia per il 20 volte campione Slam: a rispondere, come sempre, sarà il campo.