Novak Djokovic: “Berrettini? Ha un martello nel braccio. Sarà molto dura”



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Novak Djokovic: “Berrettini? Ha un martello nel braccio. Sarà molto dura”

Ancora un set lasciato per strada, stavolta abbastanza nettamente, ma la tenuta fisica e mentale nel corso della sfida resta insuperabile per gli avversari finora affrontati. Novak Djokovic può portare a -3 il suo speciale countdown verso la vittoria degli Us Open e il relativo ‘Calendar Grand Slam’, ma la strada per arrivare al traguardo è ancora lunga e tortuosa.

Il serbo ha battuto agli ottavi di finale lo statunitense Jenson Brooksby, altro giocatore 20enne da tenere sotto la lente d’ingrandimento per il futuro, che aveva messo in serie difficoltà il nativo di Belgrado per un parziale e mezzo.

Il numero uno del mondo, non avendoci mai giocato prima, ha studiato a pieno gli imprevedibili colpi dell’avversario e ha alzato già nel secondo il livello del suo tennis, chiudendo i restanti set 6-3, 6-2, 6-2, dopo l’incredibile 6-1 subito.

Djokovic analizza il suo match e pensa già a Berrettini

“Non è stato un buon inizio, ma sì un gran finale, perché sono molto contento di come ho giocato gli ultimi due set, riducendo al minimo gli errori non forzati e aggiungendo grande energia e intensità al mio gioco” ha dichiarato il vincitore di Wimbledon, Roland Garros Australian Open in stagione.

Diversi i complimenti di Nole verso l’americano: “Giovane, talentuoso e molto intelligente in campo. Il suo tennis è molto versatile, mi ricorda un po' quello di Florian Mayer, anche se ha una mobilità decisamente migliore.

Quello che mi ha colpito di più sono la sua maturità mentale e come sa assorbire la potenza dei colpi dell'avversario sia di dritto che di rovescio. Penso che lo vedremo molto in futuro, prevedo una grande carriera per lui perché il suo gioco mi ha impressionato, ma anche il suo atteggiamento competitivo e la sua forza mentale"

La chiave della partita: "Nel secondo set ho sentito che ero sulla difensiva e che dovevo cambiare velocemente il corso della partita. Volevo che sentisse la mia presenza in campo, avevo bisogno di logorarlo e vedere che ero lì, pronto a imporre la mia autorità” ha aggiunto.

Opinioni anche sul suo prossimo avversario, l’italiano Matteo Berrettini: “Ha un martello nel braccio. È il ragazzo che colpisce la palla più forte col suo servizio e la sua spinta, insieme a Del Potro.

Il suo gioco di servizio è forse il più letale al mondo. Sarà molto dura batterlo. Sono state sfide difficili contro di lui a Parigi e Londra, spero che il risultato sia lo stesso qui” ha concluso.