Djokovic: “Non voglio emozioni in campo, è stata una dura battaglia"



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Djokovic: “Non voglio emozioni in campo, è stata una dura battaglia"

Le preoccupazioni potrebbero sorgere con un dato che, quanto meno, fa riflettere: al termine della prima settimana Nole ha già concesso due set agli avversari, uno dei due proprio nella serata di sabato 4 settembre a Kei Nishikori; Zverev, uno dei suoi rivali più agguerriti che lo ha anche battuto di recente alle Olimpiadi di Tokyo, ha ceduto soltanto un parziale nella notte allo statunitense Jack Sock; Medvedev forse si dimostra il più in forma, proseguendo il suo percorso netto.

Novak Djokovic intanto ha fatto il suo nel terzo turno degli Us Open e continua l’avventura nell’ultimo torneo Slam della stagione, che gli consentirebbe col trionfo di compiere il ‘Calendar Grand Slam’, dopo le vittorie agli Australian Open, Roland Garros e Wimbledon.

Alla fine il combattente giapponese si è dovuto arrendere in quattro set alla forza e al controllo del serbo, che ha un po’ tremato dopo la perdita del tie-break del primo parziale e una tenuta al servizio non perfetta (ben 13 le chances di break concesse).

Le dichiarazioni di Novak Djokovic

Le sue parole, riportate anche da Punto de Break, nella conferenza stampa post-partita hanno ripercorso tutte le fasi della sfida: "È stata una battaglia molto dura, finora quella più difficile del torneo.

Lui è rimasto vicino alla linea, senza sbagliare molto. Normalmente gioca a tennis ad alto rischio, lo conosco bene. Ha giocato alla grande e cercato costantemente di mettermi in situazioni imbarazzanti e difensive, ci è riuscito per un set e mezzo”.

La svolta: “Una volta che mi sono adattato alla velocità della sua palla, mi sono sentito meglio in campo. Sentivo che a poco a poco cominciavo a prendere la temperatura del gioco, a controllarlo. Ho servito bene quando ne avevo bisogno.

Quando sono stato avanti nel punteggio, ho continuato a spingere forte sui suoi giochi di servizio. Nel complesso, penso che abbiamo visto un tennis di alto livello, di qualità da parte di entrambi. Ho dovuto lavorare sodo per vincere ed è qualcosa di cui sono felice.

Provi soddisfazione quando esci dal campo dopo aver battuto un giocatore che sta bene" ha affermato. Il numero 1 del mondo ha parlato anche del pubblico: “Cerchiamo sempre di portare intensità in campo, perché alla fine è per questo che le persone vengono a trovarti.

Vogliono vedere un buon tennis, che sei coinvolto nel gioco, che porti energia. L'Arthur Ashe Stadium è un posto dove si respira un'atmosfera elettrica, soprattutto nelle gare che si decidono in pochi punti. Gli spalti erano molto coinvolti, erano rumorosi.

Mi stava molto bene" ha aggiunto. Poi ha concluso: “Non ho intenzione di vivere dei momenti di emozione in campo, belli o brutti. Sono cose che accadono nel vivo della battaglia, quando senti che il momento è davvero importante e hai bisogno di ottenere quella tensione fuori di te.

Dipende alla fine dal momento" Agli ottavi di finale Djokovic si troverà di fronte il giovane 20enne Jenson Brooksby, che ha eliminato al quinto la testa di serie numero 21 Aslan Karatsev.