Novak Djokovic: "Sto bene, sono qui per fare la storia del tennis"



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Novak Djokovic: "Sto bene, sono qui per fare la storia del tennis"

Mancano poche ore ed avranno inizio gli Us Open 2021. L'uomo più atteso in questo torneo non può che essere il campione serbo e numero uno al mondo Novak Djokovic: c'è davvero tanta attesa e curiosità per capire se Nole riuscirà a vincere questo torneo ed in tal caso il serbo realizzerà una delle più grandi imprese dello sport, ovvero vincere il Grande Slam (i quattro tornei dello Slam nello stesso anno).

Dopo la sconfitta di Tokyo il tennista balcanico ha confessato le sue emozioni e raccontato i suoi sentimenti in vista del debutto a Flushing Meadows.

Le parole di Djokovic in conferenza stampa

Ecco le parole del tennista serbo: "Credo che vincere il Grande Slam sarebbe il traguardo più importante della mia carriera, la verità è che amo questo torneo, sono reduce da buone prestazioni e sono motivato.

Posso far si che questo sogno si avvera, è un'occasione storica e sono consapevole che dovrò gestire tutte le pressioni e le aspettative attorno ai miei match. Alla fine si tratta sempre di un torneo dello Slam, ci sono aspettative e sensazioni diverse ma si tratta di vincere sette partite in cinque set contro alcuni dei migliori tennisti al mondo.

La prima volta che ho pensato che potevo fare il Grande Slam era dopo il Roland Garros ed ora sono pronto per ottenerlo. Il record di Laver? Non ho parlato con lui, ma mi piacerebbe ricevere qualche consiglio per gestire quello che accadrà in queste settimane, è uno dei migliori della storia e lo ammiro.

Mi piace quando sono in Australia e ascolto le sue storie e la sua esperienza. I principali avversari? Ci sono giocatori di grande qualità in campo, i più pericolosi sono Zverev, Medvedev e Tsitsipas. È brutto che non ci siano grandi campioni a causa degli infortuni ma purtroppo invecchiamo, è cosi anche per me e bisogna essere selettivi con il calendario.

Non bisogna spingere troppo ma bisogna trovare un equilibrio. L'unica cosa di cui sono certo è che quando andrò in pensione voglio avere una vita normale e poter giocare con i miei figli. Dopo le Olimpiadi ero esausto, l'estate è stata intensa ma in generale mi ha dato fiducia, io credo che la pressione sia un privilegio, lavoro per essere qui e voglio fare la storia"